Montalto di Castro – Salgono a sette i casi di Coronavirus nella Tuscia.
Un allenatore di basket residente nel Viterbese, che avrebbe frequentato il palazzetto dello sport a Montalto di Castro, è risultato positivo al Coronavirus.
Erano già state seguite le procedure e messo in isolamento, era in attesa del risultato dei tamponi. Purtroppo risultati positivi.
La Asl ha attivato tutte le procedure per sapere con chi è stato in contatto.
E’ il settimo caso dopo la studentessa dell’Unitus, il professore di Agraria, il fratello medico di Infettivologia di Belcolle, le rispettive mogli e l’altro medico risultato positivo ieri.
“Non è un caso su Montalto – precisa Luca Benni, sindaco facente funzione – perché è solo una persona che può avere avuto un contatto con il nostro territorio essendo, da quello che mi dicono, un allenatore di basket che potrebbe aver frequentato il palazzetto dello sport”.
Per incrementare gli interventi entro il 13 marzo dovrebbero arrivare quattro posti in più in terapia intensiva all’ospedale di Belcolle.
120, stando alla nota della Regione, le persone che nella Tuscia sono attualmente in sorveglianza domiciliare. Nel frattempo, da quanto si apprende, sarebbero molte le persone che stanno continuando a sommergere di chiamate Asl e 118 perché venute in contatto con persone delle zone rosse e che, quindi, potrebbero essere sottoposte a test.
In più c’è un operatore sanitario di ematologia che sarebbe entrato in contatto con i casi precedenti. Da quanto si sa gli ambienti sono stati sanificati secondo i protocolli e assicurate tutte le forme di sicurezza. Il reparto è quindi aperto.
I medici di medicina generale nel frattempo lamentano la mancanza di mascherine e materiale all’ospedale per poter operare nella massima sicurezza per loro e per i pazienti.
A parlare di questa situazione è Michele Fiore, segreteraio provinciale di Fimmg Vt: “Sappiamo che i medici di medicina generale stanno pagando un notevole tributo, anche nella nostra Asl, al Coronavirus e lo stanno facendo in silenzio, alcuni anche in quarantena, perché hanno lavorato a mani nude, senza Dpi, senza mascherine. E anche oggi continuiamo a lavorare così senza protezioni materiali ma con l’unica vera protezione che ci contraddistingue: il buon senso -principalmente – unito al rispetto dei decreti e delle ordinanze cercando inoltre di informare con correttezza chi telefona o viene in studio”.
In questi giorni di emergenza è partita anche la protesta dei detenuti del carcere di Mammagialla. Alla base ci sarebbero i limiti imposti ai colloqui con i familiari a seguito delle misure di contenimento del Covid-19 adottate dal governo.
Alcuni detenuti, secondo alcune fonti, terminata l’ora d’aria, si sarebbero rifiutati di tornare in cella. Sembrerebbe anche che i poliziotti penitenziari in ferie o in riposo sarebbero stati richiamati.
Negativo al Covid-19, invece, un uomo ricoverato in terapia intensiva e che si sospettava fosse contagiato.
Nel frattempo si è fermato anche lo sport in tutta Italia fino al 3 aprile. La decisione è stata presa dal Coni ed è stata ufficializzata al termine della riunione tra il presidente Malagó e le singole federazioni.
In serata è arrivata la conferenza stampa del presidente del consiglio Giuseppe Conte che ha spiegato: “Ci si potrà spostare solo con autocertificazione per ragioni di lavoro, casi di necessità e motivi di salute”.
Elisa Cappelli
– Un modulo di autodichiarazione per gli spostamenti – Il modulo di autocertificazione del ministero attualmente disponibile
– Allenatore di basket positivo al Coronavirus
