![]() Roberta Savoia |
Orte – Riceviamo e pubblichiamo – Di diatribe tra i nostri amministratori ne abbiamo viste tante, e sappiamo tutti che sono sempre finite con un “volemose bene”. Ed è questo aver messo la testa sotto alla sabbia per quattro anni, la causa dell’implosione del gruppo Orizzonte comune, ormai in pieno marasma.
Le ultime vicende raccontano di una giunta di narcisi, che invece di lavorare per il bene della collettività approfittano di una situazione drammatica per improvvisarsi in una campagna elettorale, uno contro l’altro.
L’assessore Bacchiocchi si fa promotore, in maniera privata, di una raccolta fondi per la protezione civile del comune di Orte e lancia l’appello sulla pagina Facebook ufficiale del gruppo Orizzonte comune. Il sindaco commenta di suo pugno quest’iniziativa, contestandola e facendo presente ai lettori che le donazioni non vanno direttamente alla protezione civile; pertanto, con tono polemico, suggerisce e invita l’assessore a essere più chiaro e trasparente.
Oggi scopriamo che quelle donazioni finiscono in un fondo privato, già utilizzato per altre donazioni, del partito dell’assessore, Fratelli d’Italia. Un’azione fatta con il “cuore” dice lui. Mancanza di trasparenza e messaggio fuorviante, aggiungiamo noi.
Nel frattempo il sindaco attiva il Centro operativo comunale – Coc, nominando referenti istituzionali non più in carica, quindi si affretta a modificare i nomi il giorno dopo. Ma una telefonata prima di nominarli mai? Nominati a loro insaputa.
L’assessore Fuselli, con iniziativa personale, lancia un invito a tutti gli amministratori a devolvere le loro indennità in aiuto delle imprese locali. L’invito viene subito accolto dai consiglieri di minoranza. Degli altri c’è silenzio per giorni. Solo ieri il sindaco fa sapere che devolverà una parte della sua per l’acquisto di rapid test per una prima ricerca del Coronavirus.
Anche il vice sindaco Proietti rilancia con il Fantacalcio e i rapid test, affermando che ne sono stati “acquistati a centinaia”, mentre il sindaco si fa promotore, presso la Asl e la regione, della riapertura dell’ospedale di Orte, quando sa perfettamente che per quei locali non c’è l’agibilità, e se non lo sa è ancora più grave perché significa che vive in un’altra dimensione.
Poi c’è la pro loco, con il papà dell’assessore Paolessi che promuove un’altra iniziativa di raccolta fondi per acquistare un respiratore polmonare e altro materiale sanitario, sempre con il patrocinio del comune.
Insomma, chi più ne ha più ne metta. Ognun per sé, Dio per tutti.
Dovrebbero parlare tutti insieme, con una voce sola, con scelte coese, condivise e proposte fattibili, perché delle loro competizioni e della campagna elettorale in questo momento non sappiamo cosa farcene. Saperli divisi sicuramente non ci aiuta ad affrontare un momento pieno di paure e di incertezze.
“Siamo in guerra. E in guerra non si discute. Ci si rimbocca le maniche e basta”.
Idee chiare Orte
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