Viterbo – (g.f.) – “I 600 euro di bonus sono durati 30 secondi, se ne sono andati in bollette e altre spese”.
Il Coronavirus sta mettendo in ginocchio molte attività, quelle legate alla ristorazione non fanno eccezione, anzi, e Paolo Bianchini, politico e ristoratore del capoluogo, racconta la situazione di forte disagio a Rai1, nel corso della trasmissione Storie italiane.
Bianchini ha organizzato per il 28 aprile un flash mob, invitando tutti i colleghi ad alzare le saracinesche, apparecchiando un tavolo vicino all’ingresso. Per invitare il governo ad adottare misure urgenti per il comparto Horeca, hotel, ristoranti e caffè.
L’iniziativa sta raccogliendo molte adesioni in tutta Italia. “Oggi – ha spiegato Bianchini durante il collegamento con il programma condotto da Eleonora Daniele – i nostri dipendenti non hanno ricevuto un euro di cassa integrazione”.
C’è la possibilità per le imprese di chiedere 25mila euro. “Non so se li prenderò – anticipa Bianchini – comunque si tratta di un ulteriore indebitamento, c’è un tasso d’interesse”.
Va tenuta alta l’attenzione: “Serve a questo la manifestazione del 28 aprile – continua Bianchini – promossa dalle imprese dell’ospitalità in tutta Italia, in modo spontaneo”.
I problemi, già gravi, dopo un lungo periodo di chiusura non si esauriranno con l’arrivo di una fase 2, i cui contorni sono ancora tutti da definire.
“Ci vogliono far partire al 33%, ma le spese resteranno al 100%. È insostenibile”. Riferimento al fatto che si dovranno rispettare le distanze e quindi la capienza dei locali sarà fortemente ridotta.
“Vogliamo portare l’attenzione a un settore che muove un Pil importante e se crolla, vengono giù tante realtà perché dietro esiste un indotto consistente”.
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