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Acquapendente - La richiesta del coordinamento della Lega al sindaco Angelo Ghinassi

“Anestesista a orario ridotto, occorre una concreta denuncia alla procura”

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Acquapendente - Ospedale

Acquapendente – Ospedale

Acquapendente – Riceviamo e pubblichiamo – In tempi non remoti, quando il sindaco difendeva a spada tratta l’operato della direzione generale della Asl e noi denunciavamo una situazione estremamente pericolosa per il migliore funzionamento dell’ospedale di zona disagiata di Acquapendente, siamo stati malamente apostrofati con termini che nulla hanno a che fare con l’azione politica.

Avevamo per tempo posto il problema sia della sollecita sostituzione del personale collocato a riposo che della indispensabile presenza dell’anestesista h24 tutti i giorni della settimana.

Abbiamo anche avuto un diretto colloquio con la direzione generale della Asl di Viterbo, richiedendo garanzie in modo particolare sulla presenza dell’anestesista.

Poi è venuto fuori il problema del Coronavirus e l’azienda ha ridotto la presenza dell’anestesista limitatamente dalle 8 fino alle 20, escluse le notti, e soltanto per 5 giorni alla settimana, garantendo che per la notte e per il sabato e la domenica avrebbe fatto fronte il personale medico del 118.

Era troppo facile prevedere che una siffatta situazione era del tutto insufficiente, ma il nostro sindaco in uno slancio di disponibilità, aveva deliberato tutta la sua collaborazione. Avevamo inoltre richiesto una concreta azione come posto di essere in questa circostanza, dai sindaci di Tarquinia e Ronciglione.

Il sindaco di Acquapendente invece, si era espresso nel senso che in una situazione come l’attuale, la Asl aveva tratto il diritto, anzi il dovere di usare il personale sanitario nel modo più efficace.

È avvenuto poi il patatrac come era facilmente prevedibile, tanto da far intervenire Pegaso del 118 da Roma. Solo allora il sindaco Ghinassi ha aperto gli occhi dopo che la Lega ha richiesto anche l’intervento della procura della Repubblica di Viterbo. Il sindaco ha allora richiesto l’adozione di immediati provvedimenti a scongiurare il verificarsi di gravi ed irreparabili danni a carico di pazienti critici.

Nel caso la Asl non avesse adottato idonei ed immediati provvedimenti, avverte il sindaco che risulterà inevitabile l’adozione di iniziative di tutela amministrativa e giudiziaria idonea al ripristino della capacità operativa delle unità di pronto soccorso dell’ospedale di zona disagiata di Acquapendente.

Dalla Asl si è avuta solo una risposta incomprensibile e fuori luogo ma nulla è cambiato e l’anestesista non è venuto. Così stando le cose la Lega ritiene che sia indispensabile agire in maniera concreta e risoluta in quanto non è più tempo di inutili attese o di facili promesse, poi sistematicamente non mantenute, facendo correre alla popolazione del nostro vasto comprensorio i gravi rischi di cui abbiamo avuto concreta testimonianza.

Non c’è più tempo da perdere: bisogna agire. Ed allora diciamo chiaramente al sindaco di Acquapendente che c’è solo una strada da percorrere: una concreta denuncia alla Procura della Repubblica senza tanti proclami. Altre azioni sono solo parole pubblicitarie che non serviranno a nulla.

Coordinamento Lega di Acquapendente


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25 aprile, 2020

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