Viterbo – “Grazie a Viterbo per la prima volta mi sono avvicinato a casa”. Sembra assurdo, visti i 500 chilometri che separano la Tuscia da Matera. Ma per Stefano Antezza è proprio così.
Sfogliando il suo curriculum calcistico si capisce il perché: giovanili di Juventus e Carpi poi Spezia, Como, Renate e Sudtirol.
Aria gelida, rispetto alle temperature del sud. Molto distante anche dal Lazio ma comunque più vicino rispetto alle altre zone.
“In poco più di quattro ore sono in Basilicata e per me è una piccola vittoria” racconta il calciatore dall’isolamento viterbese, dove le giornate passano in maniera sempre uguale tra esercizi atletici e un po’ di preoccupazione.
In Basilicata ci sono pochi casi. La situazione è sotto controllo?
“Sulla carta il numero di contagi è basso. Però ci sono e questo fa sempre paura. Non si può mai sapere, siamo una regione piccola e di conseguenza anche le strutture sanitarie hanno meno posti. Sento spesso i miei famigliari che per fortuna stanno bene”.
Sei più preoccupato per loro che per te…
“Come tutti. Visti i numeri e i dati del Coronavirus temo molto di più per la loro salute. Anche loro sono chiusi in casa e ci teniamo compagnia con le videochiamate”.
Come procede l’isolamento a Viterbo?
“Esco per la spesa ogni dieci giorni e torno subito a casa. Anche qui ci sono pochi contagi ma bisogna continuare a rispettare le regole. Seguo il programma di allenamenti personalizzati che ci ha dato il prof. Traficante assieme al mister e tutto lo staff ma senza corse esterne, visto che il decreto del governo non le permette”.
Il tempo libero è parecchio.
“Vero. Rispetto al passato la vita è cambiata e siamo passati dall’avere mille impegni al poter fare poche cose. La PlayStation è la mia salvezza e sto provando anche a cucinare”.
Il campionato riprenderà?
“E’ difficile dirlo. Bisognerà capire se in futuro ci sarà questa possibilità. Io mi auguro che si possa riprendere il prima possibile perché vorrà dire che la situazione sanitaria sarà sotto controllo. Prima viene la salute poi il calcio. Dobbiamo vincere questa battaglia”.
Un bilancio del tuo primo anno a Viterbo?
“Purtroppo è parziale ma sono contento di com’è andata finora. Senza Coronavirus il pensiero sarebbe stato quello di collezionare qualche risultato positivo per raggiungere gli obiettivi prefissati. Al di là di questo il bilancio resta positivo. Mi trovo benissimo con la città, con i ragazzi, con lo staff e con la società”.
Samuele Sansonetti
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