Viterbo – (g.f.) – Su bus e treni nel Lazio si viaggerà stando larghi e con le mascherine. Perché si sposteranno per metà vuoti.
È previsto dalle norme di distanziamento sociale per il Coronavirus e nella nostra regione lo stabilisce un’ordinanza regionale emanata ieri, in vista della fase 2 dal 4 maggio.
L’ha anticipata in videoconferenza organizzata dal Pd – Base Riformista, Eugenio Patanè, presidente commissione trasporti della regione. Atac, Cotral e Trenitalia vedranno un’offerta rimodulata. Si prevede che non ci sarà la stessa domanda pre Covid.
“Ai tre vettori – dice Patanè – garantiremo nei giorni feriali una flotta pari all’80% per Cotral, 75% treni, con Atac che dovrebbe essere pari all’88%”. Spostarsi sui mezzi pubblici non sarà più come prima. L’effetto sardina non dovrà più esserci.
“La capacità non potrà essere superiore al 50%, per rispettare la distanza sociale e sarà obbligatorio l’uso delle mascherine. Poi le paratie per separare gli autisti”.
Diversi gli interlocutori, tra cui il sottosegretario ai Trasporti Salvatore Margiotta.
A rappresentare le istanze di Viterbo e Rieti, Luisa Ciambella, capogruppo Pd in consiglio comunale.
Parla per il nord del Lazio, tuttavia: “Siamo il meridione nei trasporti”.
Si rallegra per il protocollo da 18 milioni sottoscritto tra regione e Ferrovie, così come per l’alta velocità a Frosinone. “Ma l’alta velocità a Orte noi la aspettiamo da tempo, così come l’ammodernamento dei collegamenti ferroviari con Roma”. Di tre linee non se ne fa una efficiente.
Magari andrà meglio con la trasversale. I soldi ci sono. “Le procedure in questa fase potrebbero accelerare essendo un’opera strategica non solo per la Tuscia”.
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