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Cronaca - È di Vasanello la ragazza con la tuta e la scritta del calciatore del Torino sulle spalle - Beatrice Lelli ha 22 anni ed è infermiera a Grosseto

“Combatto il Coronavirus, il nome di Belotti mi dà forza”

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Beatrice Lelli con la tuta e la scritta Belotti

Beatrice Lelli con la tuta e la scritta Belotti

Beatrice Lelli

Beatrice Lelli

Vasanello – L’infermiera con la scritta Belotti sulle spalle è di Vasanello. La sua foto nei giorni scorsi è circolata via social, La Stampa e Tuttosport hanno scoperto chi la indossava. Beatrice Lelli, 22 anni appena, nata a Terni ma viterbese, combatte la battaglia contro il Coronavirus.

Fresca di laurea a ottobre, l’8 marzo è stata chiamata al pronto soccorso dell’ospedale di Castel del Piano, in provincia di Grosseto, per il suo primo impiego. Dal giorno del suo arrivo non è più potuta rientrare a Vasanello: “Per fortuna ho trovato un appartamento e da casa mi hanno spedito un pacco di vestiti”.

E poi, il numero 9 scritto sulla tuta che la protegge, oltre al nome di Andrea Belotti, il giocatore del Torino.

“La passione per il Toro me l’ha trasmessa nonno Elvio, granata fino al midollo”, racconta alla Stampa. Perché proprio Belotti: “È un po’ come noi operatori sanitari, non molla mai e non ha mai smesso di lottare nonostante le difficoltà riscontrate dal Toro. Si è caricato la squadra sulle spalle e a testa bassa ha sempre cercato di dare il meglio, dimostrando di conoscere il significato di quella maglia”.

Come il calciatore, anche Beatrice ce la vuole mettere tutta. “Devo continuare a lottare con tutte le mie forze insieme ai miei colleghi. In questo momento quello che conta di più è essere una squadra, un gruppo che combatte unito verso un unico obiettivo, fare il meglio possibile”.

La scritta se l’è fatta fare da un collega, come ha spiegato a Tuttosport: “Una notte, sentivo il bisogno di un aiuto psicologico, così me lo sono fatto scrivere. Con le tute non ci riconosciamo, se siamo uomini o donne, perciò ci segniamo i nomi sopra per riconoscerci”.

Il periodo è duro: “Esci stremato, dopo turni di 12 ore a contatto con i malati”. Con un compito delicato. “Siamo noi del pronto soccorso, io e un medico, a comunicare al paziente l’esito del tampone, se è positivo, prima ancora che sia trasferito in reparto”.

È stato il collega a insistere perché pubblicasse la foto su Facebook: “E adesso tutti mi chiamano Belotti”.

La sorella abita a Bergamo e lavora a Monza, anche lei come infermiera. “È molto più in prima linea di me, lavora al reparto d’urgenza – racconta a Tuttosport – immaginatevi un po”.

La passione per il Torino, trasmessale dal nonno la aiuta. “Il 4 maggio – anticipa Beatrice – per onorare il Grande Torino, mi farò scrivere il nome di Mazzola, sempre con grande rispetto”.


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19 aprile, 2020

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