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Salute - Il direttore dell'Oms Ranieri Guerra commenta i numeri parziali del contagio nei vari Paesi: "Quando avremo tutti i dati a disposizione, le curve saranno simili ovunque"

“Il Coronavirus non è patriota, dategli tempo e vedrete che tutta Europa sarà nelle stesse condizioni…”

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Coronavirus - La conferenza stampa della protezione civile del 15 aprile

Coronavirus – La conferenza stampa della protezione civile del 15 aprile

Roma – “Questo virus non è patriota, non colpisce le varie etnie in maniera diversa. Dategli tempo e vedrete che, quando avremo i dati completi, tutti i Paesi europei saranno nelle stesse condizioni”. Così Ranieri Guerra, direttore vicario dell’Oms, spiega le grandi differenze sul numero dei guariti da Covid-19, che vedono l’Italia contare una percentuale molto ridotta rispetto alla Germania e alla Spagna. “Di sicuro il nostro sistema sanitario è all’avanguardia – dice -. Non è che altrove i pazienti vengono curati meglio che qui”.

Per il quarto giorno consecutivo, i casi positivi sono in calo. I numeri del bollettino quotidiano della protezione civile, elencati dal capo Angelo Borrelli, parlano di 2667 nuovi contagi rilevati oggi, per un totale di 165155. Di questi, 74696 (il 71% del totale) sono in isolamento domiciliare. I pazienti in terapia intensiva sono 3079, (-107 rispetto a ieri) e 27643 sono ricoverati con sintomi (-368 rispetto a ieri).

Il totale dei casi si divide in 105418 attualmente positivi, (1217 in più rispetto a ieri), 21645 morti (+578) e 38092 guariti (+966 da ieri).

Una discesa, quindi, ma non ancora quel crollo che fa immaginare un imminente arresto dell’epidemia. “La Cina ha fatto vedere che la soluzione alla crisi è il distanziamento sociale, ma ogni procedura è diversa a seconda del Paese – spiega Guerra -. Andando con esercito e lanciafiamme è più facile ottenere risultati immediati rispetto alla strada dell’educazione sociale che abbiamo scelto qui. E questo è il motivo per cui in Italia non abbiamo ancora un plateau di contagi azzerato”.

Tuttavia, il direttore dell’Oms non risparmia una tirata d’orecchie agli abitanti della Lombardia, dove ancora oggi i nuovi casi positivi sono più di 800: “È difficile chiudere una regione che è il polmone anche di attività economiche definite essenziali dal governo – commenta -. Però la mobilità della popolazione in certe giornate è arrivata al 45% e questo è troppo. Un po’ d’insofferenza dei lombardi alle misure restrittive c’è stata, probabilmente va richiesta più disciplina”.

Inoltre, Guerra spiega che è in partenza la procedura per i test sierologici su 150mila italiani, che dovrebbero consentire di individuare i potenziali “immunizzati”.

Sul tema della fornitura di mascherine per la riapertura post-lockdown, il direttore dell’Oms spiega che “tutto dipende da quali attività si vogliono riattivare e quando. I pre-requisiti sono la capacità del sistema di prevenire la circolazione del virus e garantire la massima sicurezza a tutti, sia nel contesto lavorativo che familiare che nei trasporti. Poi, però, la fornitura delle mascherine dipende anche da che tipo di attività si liberalizza e la progressione con cui si fa”.


Coronavirus – I dati della diffusione del contagio in Italia aggiornati al 15 aprile

Roma - I dati della diffusione del coronavirus in Italia aggiornati al 15 aprile


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15 aprile, 2020

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