Roma – Cresce di 3786 unità il numero dei contagiati da Coronavirus in Italia. Un aumento importante rispetto a ieri (quando erano 2667), che porta il totale dei casi positivi a 168941. Ma l’incremento più sostanziale è quello dei tamponi effettuati: oggi, secondo i dati presentati dal capo della protezione civile Angelo Borrelli, sono stati 61mila. Mai così tanti.
“Siamo il Paese che sta facendo più tamponi di tutti – commenta il presidente dell’Istituto superiore di sanità Silvio Brusaferro – e il fatto che stiano calando i pazienti ricoverati in ospedale ci dà la possibilità di andare a fare i tamponi sul territorio, per individuare le persone con sintomatologia più lieve che inconsapevolmente continuano a diffondere l’infezione”.
Anche oggi, quindi, prosegue il trend di riduzione della pressione ospedaliera. “Gli attualmente positivi sono 106607, 1189 in più rispetto a ieri – spiega Borrelli -. Di questi il 3%, cioè 2936, sono in terapia intensiva (-143 rispetto a ieri): un numero così basso non veniva registrato dal 21 marzo. Cala anche il numero dei ricoverati con sintomi, oggi 26893 (-750 rispetto a ieri), pari al 25% del totale. Il restante 72% degli attualmente positivi è in isolamento domiciliare”.
Il numero complessivo dei deceduti, coi 525 di oggi, sale a 22170, mentre i 2072 nuovi guariti alzano il totale di questo gruppo a 40164.
Brusaferro si sofferma a lungo sul tema dei test sierologici e mette in chiaro che “una valutazione precisa della loro efficacia è ancora in corso. A oggi non ci sono le basi tecnico-scientifiche per dare patentini d’immunità”.
Anche perché, spiega il presidente dell’Iss, “secondo le stime attuali, circa il 90% degli italiani non è venuto a contatto col virus e quindi è ancora suscettibile all’infezione. Per raggiungere la famosa immunità di gregge, invece, servirebbe che il 70-80% della popolazione risulti entrata in contatto col virus. Per questo, se non stiamo molto attenti, la circolazione del Covid-19 può riprendere in maniera intensa”.
Su questa base si sviluppano tutti i ragionamenti successivi, legati alla riapertura delle scuole, le gite ai parchi per nonni e bambini e le vacanze estive. “L’obiettivo deve essere sempre quello di tenere il contagio sotto controllo – spiega Brusaferro -. In alcune zone d’Italia il virus circola ancora molto, mentre in quelle dove ha circolato di meno la quantità di suscettibili è più elevata. Abbiamo visto che effetti produce un contagio forte, bisogna assolutamente evitare che riparta. In futuro dovremo organizzarci la vita tenendo conto dei fattori che favoriscono la circolazione dell’infezione”.
I dati della diffusione del coronavirus in Italia aggiornati al 16 aprile
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