Viterbo – “Il Coronavirus ha stravolto le nostre vite, dalla regione risposte importanti alle famiglie”. Intervista all’assessora alle Politiche Sociali della regione Lazio Alessandra Troncarelli sull’emergenza Covid 19: i provvedimenti messi in campo dall’assessorato per buoni spesa, farmaci, servizi ai cittadini e terzo settore, le situazioni più critiche e un appello: “Dobbiamo continuare a stare a casa, anche a Pasqua”.
A un mese dall’inizio delle restrizioni per il Coronavirus, c’è un territorio più di altri nella nostra regione con maggiori necessità?
“Alcuni sono maggiormente colpiti, abbiamo zone rosse nella nostra regione, ma in generale, in tutti i territori, le famiglie hanno bisogno di generi di prima necessità, alimentari, medicinali. L’obiettivo principale della regione Lazio, che ha varato un pacchetto di misure chiamato Regione Vicina, è tamponare le esigenze primarie dei cittadini laziali”.
Quanto sono aumentate e come sono cambiate le richieste che arrivano dalla regione da parte dei comuni?
“I comuni chiedono uno snellimento della burocrazia. Lo ritengo fondamentale anche io, così come l’amministrazione regionale. Tutti gli interventi adottati nell’emergenza Covid 19 hanno bisogno di liquidità dei fondi e arrivare il prima possibile. Perché i destinatari sono famiglie in situazioni di bisogno. C’è un disagio socioeconomico che si sta aggravando in questo periodo, per questo occorre dare risposte nel più breve tempo, anche con procedure ad hoc e straordinarie, come è straordinario questo periodo”.
I comuni, molti dei quali già con scarse risorse economiche, faticheranno ancora di più nel garantire servizi in ambito sociale, alle fasce più deboli. La regione come pensa d’intervenire?
“Siamo intervenuti con una delibera di giunta regionale ai primi di marzo. La 115, con cui si riattivavano i fondi di riprogrammazione dei comuni. Parliamo di 5 milioni e mezzo di euro. Abbiamo dato linee guida sulla continuità dei servizi socio-assistenziali a tutti i comuni. Soldi per attivare numeri verdi da parte dei comuni, potenziamento del segretariato sociale, reti tra i distretti socio sanitari per il personale, dove manca. Da questa delibera sono partiti i successivi provvedimenti da parte dell’amministrazione regionale e dell’assessorato alle Politiche sociali. Dai 19 milioni di euro per buoni spesa, alimentari, farmaci per famiglie in stato di bisogno”.
Come sono stati ripartiti i 19 milioni?
“Sette milioni di euro a Roma Capitale, i rimanenti 12 milioni agli altri comuni. Sono erogati direttamente alle amministrazioni che hanno un’ampia e piena autonomia gestionale, rispettando i criteri su destinatari e limiti massimi dei buoni spesa, che sono di 5 euro a persona, elevabili a 7 nel caso di minore, non più di 100 euro a settimana. Per le spese per medicinali è previsto un massimo di cento euro al mese a famiglia. Le persone devono presentare autocertificazione al comune, sulla loro situazione economica”.
In questi giorni si è molto discusso se i fondi fossero sufficienti a gestire l’emergenza. Nella Tuscia, dei 19 milioni stanziati dal suo assessorato ne arriveranno Un milione 258 mila euro. Nel capoluogo 268mila. Sommati a quelli del governo si arriva a 700mila euro circa, sempre a Viterbo. In generale, sono sufficienti o immagina che saranno necessari altri interventi?
“Sicuramente è una risposta. Una risposta importante in una situazione in cui le famiglie chiedono aiuto e noi dobbiamo dare una risposta immediata. Sono sufficienti? Per il momento riescono a dare un contributo concreto a chi ne ha più bisogno. Probabilmente ci saranno nuove azioni dalla regione Lazio, ma in prima battuta era necessario garantire i beni primari, alimenti e medicinali. Questo non toglie che in atti successivi si possa prendere in considerazione una platea più ampia rispetto a queste prime necessità, in base al fabbisogno territoriale. Siamo tra le poche regioni che hanno previsto un contributo in più rispetto a quello del governo”.
Soldi per cibo e farmaci. Il suo è un settore delicato, ma quando si è insediata immaginava che si sarebbe trovata a dover fare fronte in modo così massiccio a una simile situazione?
“Prima di tutto non avrei mai pensato, ma come ognuno di noi, di vivere una storia del genere. Siamo tutti increduli. Il cibo è bene di prima necessita, i servizi sociali contano hanno un certo numero di persone già in carico. Ne avremo di nuove, un numero maggiore. Messaggi che arrivano da diverse famiglie è che: o si mangia o si pagano le bollette”.
O si paga l’affitto…
“Per questo è stato previsto anche un intervento di 43 milioni di euro per contributo affitti. 21 milioni sono fonti erogati in precedenza rispetto all’emergenza, gli altri 22, invece, sono stati erogati in questi giorni per i comuni che dovranno provvedere a emanare un bando. Un ulteriore sostegno che viene dato alle famiglie. Per i 21 milioni si parla di una base annua Isee di 14mila euro, lo stanziamento da 22 milioni, pari a 28mila euro”.
In questo periodo di quarantena c’è un mondo che si sta muovendo in aiuto di chi non può uscire di casa, anche per necessità o è bene che non lo faccia. È il volontariato. Il terzo settore sta dando un contributo fondamentale, la regione, in particolare il suo assessorato ha pensato a loro?
“Intanto mi preme fare un ringraziamento a tutti i volontari, chi quotidianamente sta vicino alle istituzioni, alle famiglie più disagiate, rischiando anche di essere contagiati e mettendo a rischio anche la propria vita. Abbiamo pensato a loro con una delibera di 2 milioni di euro per il terzo settore, come contributo straordinario alle spese che stanno sostenendo nell’emergenza. Questa settimana la pubblicazione. Il contributo massimo erogabile è pari a 200mila euro, si parla di spese effettuate dal 23 febbraio fino alla data dell’avviso. Con ulteriori interventi non escludiamo di finanziare anche le spese effettuate dopo l’avviso fino al 31 luglio, o comunque fino a cessata emergenza”.
Si avvicina la Pasqua, che vivremo tutti in modo diverso rispetto agli altri anni, stando a casa. Come sarà quella dell’assessora Alessandra Troncarelli?
“Sicuramente dobbiamo stare a casa. Riscopriamo le piccole cose della quotidianità, approfittiamo per riscoprire le nostre passioni nel tempo libero. Sarà di certo una Pasqua diversa, perché di solito si passa in famiglia. D’altronde è diversa per tutti la vita, perché sono mesi che ormai è tutto cambiato e stravolto. L’obiettivo è tornare all’ordinario, alla vita di sempre, riprenderla in mano. Per arrivarci, oggi dobbiamo restare a casa”.
Giuseppe Ferlicca
– Troncarelli: “Due milioni di euro per acquisto e distribuzione beni”
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