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Tarquinia - Andrea Trincanato, tour operator, racconta gli effetti del Coronavirus sul turismo

“Dal 1 febbraio al 30 maggio il 100% di disdette e cancellazioni”

di Daniele Aiello Belardinelli
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Andrea Trincanato

Andrea Trincanato

Tarquinia – “Dal 1 febbraio al 30 maggio abbiamo avuto il 100% di disdette e cancellazioni”. L’epidemia del Covid-19 ha effetti devastanti per l’economia italiana. Uno dei settori più colpiti è il turismo.

Tra un presente in cui le istituzioni stanno cercando di delineare un’azione di salvataggio per sostenere le imprese e impedire che chiudano definitivamente. E un futuro dove si dovrà parlare della ripresa e di come “fare turismo” dopo l’emergenza.

Andrea Trincanato è un tour operator di Tarquinia, titolare di Myloveitaly specializzata nell’incoming, attraverso l’organizzazione e la distribuzione di tour, esperienze ed escursioni tra l’alto Lazio e la bassa Toscana, con una clientela in prevalenza nordamericana e nordeuropea.

Possiamo considerare il 2020 un anno oramai perso per il turismo?
“Di certo fino a oggi è assai compromesso. Per considerarlo oggettivamente “perso” bisognerà attendere quest’estate. Anche se le previsioni non sono delle migliori, soprattutto per quanto riguarda gli stranieri che rappresentano più del 90% del nostro target di clienti”.

La sua esperienza personale? Quali sono le ricadute economiche a due mesi dallo scoppio dell’epidemia?
“Purtroppo sono devastanti. Dal 1 febbraio al 30 maggio abbiamo avuto il 100% di disdette e cancellazioni, considerando che aprile e maggio sono mesi di alta stagione, e circa l’70% riguardo l’estate fino a ottobre. A questo si devono aggiungere i costi di investimenti sostenuti per questa annualità e quelli eventuali da investire per cercare di “salvare” la stagione”.

Può fare già delle stime in termini di perdita di fatturato?
“A oggi registriamo una perdita di fatturato del 95% rispetto all’anno scorso per il periodo che va dall’1 febbraio al 3 maggio. Basti pensare alla chiusura dei musei e allo stop del flussi delle navi da crociera dal porto di Civitavecchia. L’incertezza in merito alle riaperture e al ritorno alla routine ha poi di fatto “bloccato” tutte le nuove prenotazioni che solitamente avvenivano in questo periodo e che riguardavano l’estate, mese di settembre incluso”.

Secondo lei sono stati compiuti errori nella gestione dell’emergenza?
“Non sono in grado di entrare nel merito della questione. Di certo la cosa importante è non essere rimasti con le mani in mano e ci può stare che qualcosa poteva esser gestito diversamente ma è facile dirlo col senno di poi. Nel prendere decisioni e responsabilità in situazioni così difficili concedo tutte le attenuanti del caso”.

Cosa chiede alle istituzioni?
“Il mio auspicio è che da questa “Caporetto” che ci ha sconvolto, sotto tutti i punti di vista, si possa cogliere l’opportunità di rivedere gli strumenti con cui abbiamo solitamente operato fino a oggi. Tutti abbiamo visto come all’inizio dell’emergenza l’immagine del nostro Paese sia stata compromessa e tutti ora siamo d’accordo su una campagna di comunicazione che rilanci il “travel in Italy”. Ma che senso ha fare tutto questo se poi il “travel in Italy” viene declinato diversamente in ogni Regione? Di fronte a problematiche globali come il coronavirus, ma potrei anche citare per esempio le tassazione dei profitti realizzati in Italia di Airbnb, non possiamo mettere in campo risposte locali e parcellizzate. Bensì dovremmo pensare a risposte “nazionali” e mirate con strumenti più adeguati. In questo avremmo anche l’occasione di combattere le vere e proprie piaghe del nostro settore quali l’abusivismo o l’evasione”.

Per Tarquinia, cosa crede sia necessario fare una volta terminata l’emergenza?
“Perché aspettare la fine dell’emergenza? Abbiamo già perso molto tempo prezioso e suggerirei fin da subito di mettere nelle condizioni di lavorare la consulta per il turismo (videoconferenza) che il Comune di Tarquinia ha istituito e mai più convocato dall’estate scorsa. Ritengo che l’utilizzo di tale strumento, proprio perché rappresentativo di tutta la filiera turistica, abbia le professionalità e le competenze necessarie al suo interno, senza ricorrere al deus ex machina di turno, per definire un “masterplan turistico” quinquennale che possa ragionare in termini di “area” o “distretto turistico”, con attività di programmazione e promo-commercializzazione innovative.

Vuole fare un appello ai clienti?
“Ai miei clienti nord americani e italiani direi A ship in harbor is safe, but that is not what ships are built for. Una nave ormeggiata in un porto è al sicuro, ma non è per questo che le navi sono state costruite. Quindi quest’estate non rimanete a casa e veniteci a trovare in Etruria”.

Daniele Aiello Belardinelli


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18 aprile, 2020

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