Civitavecchia – C’è un esposto alla polizia, sulle morti alla rsa Madonna del Rosario di Civitavecchia, causate dal Coronavirus.
Lo riporta il Corriere della Sera, nella cronaca romana. Sarebbe stato presentato dai parenti di alcune delle 14 vittime della casa di riposo.
Nella struttura, 60 posti in tutto, gestita dal gruppo Giomi srl, secondo il Corriere sarebbero risultati positivi al Covid-19 “42 sui 55 totali assistiti dall’inizio della pandemia: sette trasferiti in altre strutture, tre i casi più gravi in ospedale”.
I familiari delle vittime avrebbero costituito un comitato: vogliono la certezza che i propri cari non siano stati abbandonati. Chiedono il perché di tutti questi decessi e se è stato fatto tutto il possibile per salvargli la vita. “Noi vogliamo solo la verità – dichiara al Corriere Antonio Burattini, che fa parte del comitato -. I nostri cari potevano essere salvati? Perché nessuno si è accorto che stavano male? Abbiamo trascorso ore fuori dal centro a caccia di notizie, portavamo da mangiare e prelevavamo i panni, ma per tanto tempo non abbiamo saputo che ci fossero dei contagi”. La direttrice della rsa dice che la struttura è a disposizione dei magistrati: “Siamo sereni – dichiara – abbiamo agito con correttezza e cuore”.
Il primo decesso risale al 9 marzo, dopo un trasferimento all’ospedale San Paolo di Civitavecchia. Contagiati gli anziani come anche gli operatori, “16 su 39 tra infermieri, medici e addetti della rsa”, stando a quanto riporta il Corriere. Che ricorda come quella degli anziani nelle case di cura sia ormai un’emergenza nazionale, alla quale purtroppo si sta allineando anche il Lazio, con i casi degli ospizi di Celleno, Campagnano e Acilia.
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