Genova – “Il ponte di Genova è il simbolo di un’Italia che ce la fa a ripartire”.
Genova ricorda e riparte. Era il 14 agosto 2018 quando c’è stato il crollo del Ponte Morandi. Sotto le macerie morirono 43 persone. Una ferita che rimarrà sempre aperta per il capoluogo ligure. Oggi però accanto al ricordo, c’è anche la ripartenza. Alle 11 infatti, alla presenza del presidente del consiglio Conte e della ministra delle infrastrutture e dei trasporti De Micheli, la posa in opera dell’ultima campata.
Circa mezz’ora le operazioni per ultimare i lavori, durante la quale ci sono stati vari interventi istituzionali. Al termine la sirena del cantiere ha suonato ‘avvisando’ le navi in porto. E le sirene delle navi hanno risposto, salutando così il nuovo ponte.
Tra gli interventi quello del governatore Toti. “Il ponte di Genova – ha detto Toti, prendendo la parola – è il simbolo di un’Italia che ce la fa a ripartire”. “Il fatto di avere qua tutte le istituzioni della repubblica italiana – ha aggiunto Toti – significa che in questo paese negli obiettivi comuni ci può essere una politica sola”.
Toti ha poi ricordato le vittime specificando “che in ogni saldatura di questo ponte credo ci possa essere anche una minima forza per le famiglie delle vittime”.
E ancora. “E’ qualcosa più di un ponte – ha detto Toti -… Questa la dimostrazione che insieme possiamo fare tante cose”.
Il governatore ha poi concluso citando Albert Einstein: “Il ponte è la dimostrazione che ‘chi dice che è impossibile non dovrebbe disturbare chi ce la sta facendo'”.
Nella notte la struttura, con la bandiera di San Giorgio, si era già illuminata del tricolore. Oggi l’ultima campata, 50 metri di lunghezza, ha raggiunto la sua quota, a circa 45 metri di altezza. Al suo posto per unire nuovamente la città. La campata, ormai incastrata tra le pile 11 e 12, completa così l’intero tracciato in acciaio previsto dal progetto di Renzo Piano.
Durante la cerimonia ha preso la parola anche il sindaco Marco Bucci. “Oggi questo nastro d’acciaio – ha detto Bucci – unisce le due parti della nostra valle”.
Bucci ha poi ricordato le vittime. “Noi genovesi – ha aggiunto – abbiamo nel cuore le 43 vittime. Ci ricorderemo di loro per sempre”.
Durante la cerimonia è stato poi spiegato che vicino alla pila 9, quella crollata, verrà realizzato un memoriale per le vittime. E’ stato inoltre ricordato che il ponte non è ultimato, occorreranno infatti dei mesi ancora per completare la struttura.
A prendere la parola anche la ministra De Micheli e poi il presidente del Consiglio Giuseppe Conte. “La mia presenza qui – ha detto Conte – è testimonianza del fatto che lo stato non ha mai abbandonato Genova. Questa presenza è doverosa. E sono qui anche con grande piacere perché noi oggi qui saturiamo una ferita e ricongiungiamo un’arteria della città”.
“Questa ferita – ha aggiunto Conte – non sarà mai completamente rimarginata perché ci sono 43 vittime. Noi non dimentichiamo”
“Questo cantiere – ha concluso Conte – è il simbolo dell’Italia che sa rialzarsi, dell’Italia che si rimbocca le maniche e che non si lascia sopraffare neppure da una tragedia così dolorosa. Genova ci offre un modello per l’Italia intera… Questo momento arriva in un momento di emergenza sanitaria economica, sociale. In Europa è la più grande sfida che affrontiamo dal dopoguerra. Oggi non è giorno di festa, perché ha origine da una tragedia, ma sappiamo che oggi da Genova, città della lanterna, si irradia una nuova luce sull’Italia intera. Genova ci insegna che il più grande atto d’amore che dobbiamo all’Italia è quello di impegnarci per ripartire insieme“.
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