Roma – La Conferenza episcopale italiana chiede di riaprire, almeno parzialmente, le chiese ai riti religiosi pubblici. In particolare, la richiesta riguarda i funerali, che, secondo il sottosegretario don Ivan Maffeis, potrebbero riprendere con accesso consentito solo ai familiari più stretti del defunto.
“Non possiamo lasciare che un’intera generazione, e i loro familiari, siano privati del conforto sacramentale e degli affetti, scomparendo dalla vita, e improvvisamente diventando invisibili – ha detto Maffeis all’Ansa – Ci deve essere la possibilità di celebrare i funerali, magari solo con i familiari stretti, non possiamo non essere vicino a chi soffre”.
“Con tutta l’attenzione richiesta dall’emergenza dobbiamo tornare ad ‘abitare’ la chiesa, il Paese ne ha un profondo bisogno” ha aggiunto il rappresentante della Cei.
Tra le ipotesi in campo c’è quella della ripresa delle messe con volontari impegnati a garantire il distanziamento sociale dei fedeli. Oltre ai funerali, anche gli altri sacramenti, come battesimi e matrimoni, potrebbero riprendere con la partecipazione solo di una ristretta cerchia di parenti ammessi.
Maffeis, in ogni caso, invita a non attendere la conclusione totale dell’emergenza, perché “se aspettiamo che finisca, possiamo mettere in soffitta per sempre la vita ecclesiale”.
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