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Coronavirus - Dal possibile focolaio di metà febbraio alla zona bianca attuale, Proceno è il più piccolo tra i 17 comuni della Tuscia con zero casi - L'intervista al sindaco Cinzia Pellegrini

“La paura ci ha segnato, siamo responsabili ma anche fortunati”

di Samuele Sansonetti
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Proceno - Il sindaco Cinzia Pellegrini

Proceno – Il sindaco Cinzia Pellegrini

Proceno - Il centro storico

Proceno – Il centro storico

Proceno – A Proceno la vita scorreva lenta anche prima del Coronavirus.

All’estremo nord della Tuscia e del Lazio, il paese conta 564 abitanti ed è il secondo più piccolo della provincia dietro al solo Tessennano (318).

Più che una popolazione quella procenese è una comunità allargata, in cui rimane difficile non conoscere la totalità delle persone che ne fanno parte. Un posto in cui la quiete esisteva anche prima dell’emergenza sanitaria.

A 43 giorni dall’arrivo del Covid, nel viterbese i territori senza casi registrati sono 17 e Proceno è uno di quelli. Numericamente, visti i tre contagi di Tessennano, è il più piccolo tra le zone ancora bianche e l’unico spavento per gli abitanti è arrivato a metà febbraio, quando un’infermiera del nord Italia, risultata poi positiva, ha trascorso qualche giorno in paese.

C’è stata una forte paura – racconta il sindaco Cinzia Pellegrini –. Sia in regione che in provincia non c’erano casi e non era ancora chiaro cosa fosse il Covid. Di conseguenza quell’episodio ha segnato il nostro passo: la paura ha responsabilizzato le persone a capire che ognuno di noi fa la differenza. Oltre alla corretta applicazione delle norme, per evitare i contagi, è servita anche un po’ di sana fortuna. Non posso dire che siamo migliori degli altri perché il virus è arrivato anche nei comuni più responsabili“.

Il basso numero di abitanti concede alle persone una piccola dose di libertà in più. Il cimitero, vista la scarsa possibilità di creare assembramenti, è rimasto aperto e i procenesi stanno mantenendo una buona condotta.

Negli altri comuni la chiusura del cimitero ha destato un po’ di dispiacere ma era inevitabile – prosegue il primo cittadino –. Grazie alla nostra dimensione ci siamo potuti permettere di tenerlo aperto e i cittadini si stanno comportando bene: le macchine al parcheggio sono sempre poche e c’è molta responsabilità. Stesso discorso per chi va a fare la spesa ad Acquapendente. Nel 90 percento dei casi ci si sposta da soli e si torna subito a casa“.

Un’altra cosa che colpisce è il contenitore dei fogli per l’autocertificazione all’ingresso del paese, che confina con Acquapendente ma anche con quattro comuni della Toscana (Castell’Azzara e Sorano in provincia di Grosseto e Piancastagnaio e San Casciano dei Bagni in quella di Siena).

Anche la possibilità di stampare i fogli per tutti arriva dalla nostra grandezza ridotta – conclude sorridendo il sindaco –. Con i comuni confinanti, e non solo, c’è molta collaborazione. Piancastagnaio, ad esempio, ci ha dato una mano con le mascherine. Per quanto riguarda la Tuscia sono in una chat con gli altri sindaci e il prefetto, che dà sempre molte indicazioni utili. Come stanno i procenesi? Iniziano a essere un po’ stanchi. La fase della paura è passata e sta subentrando la stanchezza. Di questo sono preoccupata”.

Samuele Sansonetti


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16 aprile, 2020

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