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Covid-19 - Il presidente dell'Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro, in conferenza stampa - Al nord e in Lombardia l'epidemia è partita a gennaio e forse prima

“Numero di casi si sta riducendo ovunque, ma serve cautela”

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La conferenza stampa all'istituto superiore di sanità

La conferenza stampa all’istituto superiore di sanità

Roma – “Numero di casi si sta riducendo ovunque, ma serve cautela”.

“La curva mostra che i sintomatici si riducono, ma ci sono ancora casi, anche questi però in riduzione”. Inzia così la conferenza stampa all’istituto superiore della sanità. A parlare per primo è il presidente dell’Istituto Silvio Brusaferro. Accanto a lui Franco Locatelli, presidente del consiglio superiore di sanità e Giovanni Rezza, dirigente di ricerca dell’Istituto. 

“Aumenta l’utilizzo dei tamponi – prosegue Brusaferro nel suo intervento -. Crescono gli asintomatici o coloro che hanno patologie lievi e si riducono i pazienti critici. Inoltre l’età più avanzate, con più patologie, sono a maggior rischio mortalità”. 

Poi il commento sulla generale diffusione del Covid-19 in Italia. “La situazione epidemiologica – ha spiegato Brusaferro – è nettamente migliorata ma c’è una circolazione del virus che continua e di cui tener conto, e ci vuole cautela nelle misure di riapertura”.

E ancora. “Il numero dei casi di Covid-19 – ha chiarito – si sta riducendo dappertutto, ma è ancora necessaria prudenza rispetto alle misure di riapertura perché la situazione è diversificata nel paese”.

Poi il focus sulle Rsa. “La maggiore concentrazione dei casi si ha nelle Rsa, a livello familiare e al lavoro – ha affermato il presidente dell’Istituto superiore di sanità – … Ad aprile sono aumentato i contagi di coronavirus tra le donne anche se i casi complessivi si riducono ovunque e calano anche i sintomatici”. 

Secondo uno studio preliminare sulle fonti di infezione da nuovo coronavirus, condotto dall’Istituto superiore di sanità e presentato in conferenza stampa, “su circa 4mila 500 casi notificati tra l’1 e il 23 aprile, il 44,1% delle infezioni si è verificato in una Rsa, il 24,7% in ambito familiare, il 10,8% in ospedale o ambulatorio e il 4,2% sul luogo di lavoro”. 

Durante la conferenza stampa è stato anche chiarito che “al Nord e in Lombardia l’epidemia è partita molto prima, di sicuro a gennaio e forse anche prima”.

Gianni Rezza ha poi parlato del lockdown. “E’ chiaro che un paese non possa reggere un lockdown per più di due-tre mesi – ha chiarito –. Quando la curva scende molto vediamo cosa deciderà la politica, ci sono variabili da tenere in considerazione”

Poi la precisazione sull’indice di contagio con l’intervento del ricercatore Stefano Merler. “L’indice di contagio – ha detto – in Italia è tra 0,2 e 0,7, ma ci vuole poco a tornare sopra la ‘soglia’”. 


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24 aprile, 2020

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