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Coronavirus - Intervista al senatore Umberto Fusco (Lega) che sottolinea: "La nostra sanità sta operando bene"

“Serve uno sforzo straordinario per far ripartire il territorio”

di Giuseppe Ferlicca
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Umberto Fusco

Umberto Fusco

Viterbo – “Siamo entrati nel governo della provincia per sbloccare la situazione, ma le idee politiche restano diverse”. Intesa a palazzo Gentili, il senatore Umberto Fusco (Lega) interviene dopo il varo della giunta che vede insieme Pd, Forza Italia e appunto, il Carroccio viterbese. Restano le differenze, messe da parte in una fase d’emergenza.

Senatore Fusco, la giunta è stata varata e ci sono esponenti della Lega che ne fanno parte, insieme a Forza Italia ma anche al Pd, il cui presidente Nocchi è esponente. Come mai questa scelta?
“Ci hanno chiesto di partecipare attivamente per l’anno e mezzo che rimane di amministrazione, poi si torna a elezioni. Io non vedo grosse prospettive per un ente com’è strutturato oggi. Ma non è questo il momento d’affrontare il tema. C’è invece, da lavorare vista l’emergenza Coronavirus e non abbiamo detto di no, con gli altri esponenti del centrodestra, a cominciare da Fratelli d’Italia, tra i primi ad avere sostenuto questa scelta. La nostra idea politica non è quella del Pd, ma qui si parla solo di lavorare per il territorio. Va considerato anche un altro aspetto, in consiglio provinciale non si sono presentati simboli di partito, ma tutte liste civiche. La politica è un po’ più distante”.

Dalla provincia al comune, come vede l’impegno nel capoluogo dell’amministrazione di cui la Lega è il maggior azionista e che ha ricevuto qualche critica dall’opposizione?
“Penso che stiano operando bene, in attività a sostegno di famiglie e di chi ne ha bisogno. Come per la provincia, anche in comune penso che sia giusto in questa fase che la politica faccia un passo indietro. C’è poca politica in una situazione del genere. L’atteggiamento deve essere quello di dare una mano, contribuire in un momento difficile. Dovremmo approfittare per far partire interventi attesi, penso alle strade, alle scuole con la sanificazione. L’approvazione del bilancio per i comuni slitta a luglio, ci dovremo impegnare per liberare la maggiore quantità possibile di risorse e far ripartire il territorio. Devono riprendere le grandi opere, daranno ossigeno a molte famiglie, garantendo lavoro. Da noi grandi opere vuol dire, primo fra tutti, completare la trasversale. Ma voglio guardare ancora più avanti, al Giubileo 2025, occasione di rilancio per il territorio. C’è tempo, ma il tempo passa. Cominciamo a pensarci”.

Viterbo nell’emergenza Coronavirus non fa eccezione, ha attraversato fasi complicate. Come pensa che stia funzionando l’organizzazione, da quella sanitaria ai presidi sul territorio?
“A livello sanitario l’organizzazione della Asl funziona, il coordinamento del prefetto, le forze dell’ordine, gli operatori, i medici e il personale. Risponde alle esigenze che si manifestano di volta in volta nel territorio. Anche l’episodio della casa di riposo a Celleno, mi pare che non appena venuto fuori il problema, la sanità si sia mobilitata. Quello che noi dobbiamo augurarci è che ci sia ancora una maggiore copertura per operatori sanitari, di tamponi. Io non voglio entrare nel merito, la sanità non è il mio settore. Ma vedo che ci sono persone all’altezza della situazione”.

Si guarda alla fase 2, anche la Tuscia ripartirà, ma dovrà fare i conti con una situazione economica che sarà davvero complicata.
“Dobbiamo fare in modo di agevolare la ripartenza. I comuni stanno mettendo in atto misure per quello che possono. Il vero problema sono i soldi che cominciano a mancare, perché non lavorando, per molti non ci sono entrate. E poi, la parola d’ordine deve essere sburocratizzare, per agire in modo veloce e più incisivo. La produzione deve riprendere, certamente in sicurezza. Dobbiamo pensare a tanti settori, il turismo, ma anche l’agricoltura, dovemancano gli operai. Molti non sono italiani, quelli impiegati nel settore. Tanti non sono rientrati e non rientreranno. Se non ci sono lavoratori, la raccolta dei prodotti è a rischio. Serve uno sforzo straordinario. Non sarà facile, ma credo che se prendiamo in mano la situazione nel modo giusto, ripartiremo”.

Giuseppe Ferlicca


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19 aprile, 2020

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