Bologna – Le medaglie dei trofei vinti sono esposte in casa e sono parecchie.
Tra le tante ci sono quelle dei quattro campionati italiani, delle tre Champions e dell’Europeo 2012 vinto con la maglia della Nazionale italiana.
In questi giorni Alessandro Vaglio le osserva spesso, nel suo isolamento a Bologna dove vive da più di sei anni. “Li ricordo tutti con piacere – racconta il capitano della Fortitudo –. Ogni trofeo ha un sapore diverso e una storia da raccontare“.
La stagione del baseball ha una tempistica differente alla maggior parte degli altri sport di squadra che riposano in estate. La serie A1, infatti, doveva partire a marzo ma la Federazione ha rimandato tutto per l’emergenza Coronavirus e nei giorni scorsi sono stati pubblicati i nuovi calendari con inizio fissato per il weekend del 13 e 14 giugno.
Alessandro Vaglio, d’accordo con la decisione?
“Sì. Fissare una data significa voler dare un messaggio di speranza. Mi auguro che quel giorno saremo veramente sul campo. Grazie alla calendarizzazione diversa il baseball ha la fortuna di poter gestire la stagione modo intelligente e distribuire le risorse rimaste per creare un prodotto migliore”.
In che modo?
“Per esempio con la trasmissione delle partite in streaming, visto che almeno inizialmente si giocherà a porte chiuse. Potrebbe essere la volta buona per investire sui tifosi e provare a creare nuovi appassionati. Spero che la federazione ci pensi”.
Come va l’isolamento?
“Sono a Bologna e per fortuna ho a disposizione un giardino. Ho montato un tunnel di battuta e la Fortutudo mi ha messo a disposizione il materiale tecnico per gli allenamenti. In più mia compagna è anche la mia preparatrice atletica, quindi ho tutto l’occorrente per tenermi in forma”.
L’Emilia Romagna è tra le regioni più colpite dal Coronavirus. Com’è la situazione?
“Non è buona. Fortunatamente una sanità come quella locale difficilmente si trova in altre regioni. I reparti di terapia intensiva reggono l’urto e i servizi per salvare le vite sono stati modificati e ampliati. Il lavoro che faccio, oltre al baseball, mi porta a parlare con le aziende che stanno riprendendo in cerca di una quotidianità che purtroppo non sarà più la stessa”.
Le difficoltà sono tante.
“Il virus c’è sempre e il rischio di contagio non ci abbandona. Da casa, guardando fuori, sembra che si possa uscire senza problemi ma stiamo lottando contro un nemico invisibile”.
Nella Tuscia l’emergenza è contenuta. Parenti e amici ti tengono aggiornato?
“Sì. Li sento tutti i giorni e per fortuna mi raccontano di una situazione meno drammatica. Speriamo che migliori giorno dopo giorno ma la cosa che mi preoccupa maggiormente è la crisi economica che ci porteremo dietro per molto tempo”.
La crisi colpirà anche lo sport?
“Sicuramente. Gli atleti del baseball in Italia sono dilettanti e il rimborso spese è sotto la soglia dei 10mila euro a stagione. Sono molto preoccupato perché nell’immediato futuro verrà meno anche quel poco che c’era. Gli sponsor investiranno il denaro delle loro aziende per uscire dalla crisi e per forza di cose le realtà sportive minori verranno colpite”.
Chi si salverà?
“Il calcio. Forse il basket e la pallavolo. Molti atleti dilettanti smetteranno di fare gli atleti e sarà catastrofico. La mia speranza è che si possa ricominciare con la costruzione di qualcosa di buono. Questi mesi ci hanno dato la percezione di quanto è bello essere liberi, scoprire e conoscere cose nuove. Anche lo sport minore dovrà ripartire da qui”.
Il trofeo più bello del tuo palmares?
“Forse l’Europeo 2007 vinto con la Nazionale Juniores. E’ stato l’inizio di un percorso che ha creato il bacino attuale della Nazionale maggiore e sfornato giovani che oggi portano avanti il movimento del baseball italiano. Ricordo con affetto anche il terzo posto nella coppa Intercontinentale del 2010 in Taiwan, dove abbiamo battuto la squadra di casa nella finale per il terzo e quarto posto”.
Poi ci sono l’Europeo 2012 e i campionati con la Fortitudo.
“Vero. Nel 2012 abbiamo vinto in casa dell’Olanda e la soddisfazione è stata doppia. Gli spalti erano pieni e colorati d’arancione, pronti a festeggiare la loro ennesima vittoria ma alla fine ha trionfato l’azzurro. Anche la mia storia a Bologna è stata e continua ad essere bellissima. L’anno scorso è stato il più bello perché è arrivata una doppia vittoria storica: per la prima volta abbiamo vinto un campionato ‘back to back’ e per la prima volta, in contemporanea al campionato, è arrivata anche la coppa Campioni”.
Samuele Sansonetti
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