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Comune - Chiara Frontini (Viterbo 2020) sul trasporto pubblico urbano e lo stop per il Coronavirus: "Per la fase 2 ripristinare almeno il 50% delle corse"

“Da Villanova a Tobia, intere zone della città lasciate a piedi”

di Giuseppe Ferlicca
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Chiara Frontini

Chiara Frontini

Viterbo – Interi quartieri lasciati a piedi. Trasporto pubblico, la riduzione in tempi di Coronavirus del servizio va bene, arrivare zero, un po’ meno.

Della situazione a bordo dei bus Francigena si è discusso ieri mattina in quinta commissione e Chiara Frontini (Viterbo 2020), in vista della fase 2 invita l’amministrazione comunale a ingranare la marcia, perché finora si è frenato troppo, come sostiene Frontini, creando disagi ai cittadini.

“Fin da ora – spiega Frontini – e in vista della ripartenza è prioritario ripristinare almeno alcune corse delle circolari. Ci sono intere aree della città completamente a servizio 0, come Villanova, il Barco, o Tobia, il Pilastro, Ponte dell’Elce, il centro storico”.

Bisogna rimediare e di corsa. “È una situazione non accettabile, perché se una riduzione è fisiologica, non è possibile interrompere completamente il servizio pubblico. È necessario un piano per la fase 2 che, per noi, non può prescindere da un ripristino delle corse, almeno su una media del 50% su tutte le linee, da tarare in funzione di una mappatura di fruizione da parte della popolazione”.

Questo sul fronte passeggeri, poi c’è tutto un aspetto che interessa i lavoratori Francigena, a cominciare dagli autisti.

“Non si può pensare di limitare il numero di passeggeri lasciando al solo buonsenso degli utenti il rispetto delle distanze – fa notare Frontini – perché se un cittadino aspetta il bus e magari, data la riduzione delle corse, quello successivo è due ore dopo, può decidere comunque di salire.

Già oggi accade sulle linee più trafficate, che ci siano 15 persone contemporaneamente, senza la possibilità di rispettare le distanze minime, figuriamoci dopo il 4 maggio”

Per ovviare al problema, c’è un’unica soluzione: “Intensificare le corse. Poi, dispenser disinfettanti all’ingresso del bus o alle fermate e tutte quelle che sono le misure standard di sicurezza con cui dovremo convivere nei prossimi mesi”.

Giuseppe Ferlicca


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23 aprile, 2020

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