Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Sono un lavoratore autonomo, artigiano dal 1978. Oggi vorrei utilizzare 5 minuti del vostro tempo per raccontare la mia esperienza, non quella lavorativa ultra quarantennale, bensì quella degli ultimi due mesi. Un’esperienza non strettamente lavorativa, perché in quel periodo il lavoro proprio non so cosa sia stato, voglio raccontare la mia esperienza con “l’istituzione” Inps.
Ricorderete come subito fu annunciata la misura del bonus di 600 euro che il governo assegnò a varie categorie di lavoratori e per il quale stabilì che sarebbe stato proprio l’Inps a decidere la procedura, ad accettare le domande e infine erogare il benedetto bonus.
“Benedetto bonus”, sì, perché sarà anche vero che poca roba per qualcuno è, forse quelli abituati a portare alla fine del mese a casa qualche migliaio di euro, ma certamente qualcosa che io non ho sottovalutato. Anzi, comprendendo lo sforzo e l’impegno che il governo stava facendo, nel tentativo di alleviare le difficoltà che molte imprese andavano ad affrontare nei mesi successivi, lo apprezzai moltissimo.
La storia dice che il primo aprile l’Inps stabilì essere la data per poter iniziare a inviare le domande.
Cosi ho fatto e ricordo che esattamente dalle 00,01 di quel giorno ho iniziato invano a tentare di inoltrare la mia richiesta di bonus. Tra bug, visite a profili di utenti ignoti a me, sono riuscito alle 16,30 a compilare il form e inviare la domanda. È cosa nota le scuse che sono state presentate per mascherare una cattiva gestione di questa operazione: hacker, troppe domande ecc. ecc. Non servirono a giustificare la cattiva figura che l’Inps ha fatto.
Mah… già mah, perché poi ci è stato detto che il bonus di marzo sarebbe stato erogato entro il 15 aprile, e infatti attorno a me questo è quello che è successo: sentivo tutti che ricevevano l’accredito in banca dei 600 euro, io niente, ma pensavo “ora arriverà”. Poi dopo un po’ è arrivata la notizia che “non si era riusciti a erogare tutti i bonus subito, ma che entro il 17 tutti avrebbero ricevuto i 600 euro”.
17 niente, 18 niente, 19 e 20 niente. E’ a quel punto che ho iniziato a farmi domande e ho pensato: “Forse la mia domanda era sbagliata e mi è stata rifiutata”. Dispiaciuto, mi sono accusato di aver perso un’occasione per ottenere qualcosina prendendomela con me stesso per questo mancato accredito.
Ma l’Inps e il governo invece hanno poi iniziato a dire che si scusavano per alcuni ritardi e che se ci fossero stati errori sarebbe stato possibile correggere questi modificando la domanda.
Ne ero stato felice perché forse avevo un’altra possibilità.
Cosi ho iniziato a esplorare il sito dell’Inps andando a cercare l’angolino dove era stata custodita la mia domanda. Non è stato facile e ci sono riuscito anche con l’aiuto e la consulenza di Inps che risponde, devo dire, anche celermente e gentilmente e mi ha fornito le chiavi per trovare il nascondiglio.
Lì finalmente il 26 aprile ho scoperto che la mia domanda era stata accolta, ma di 600 euro ancora neanche l’ombra.
Così sono andato ancora più a fondo fino a ricevere un’ulteriore risposta che mi diceva: “da verifiche effettuate in procedura la sua domanda risulta accolta in attesa di elaborazione di pagamento. Si invita a monitorare attraverso il proprio pin le successive fasi di elaborazione consultando l’estratto pagamenti sul sito Inps seguendo il percorso ‘prestazioni e servizi – tutti i servizi – selezionare la lettera f- fascicolo previdenziale del cittadino, in base alle fasce di accesso previste dal sito Inps. Servizi telematici contingentati dal lunedì al venerdì Disponibili dalle 8 alle 16 solo per patronati e intermediari abilitati. Disponibili dalle 16 alle 8 per i cittadini. Accesso libero sabato e domenica”.
Non semplice da fare ma alla fine sono arrivato a meta e ho trovato questa situazione. Pagamenti effettuati: nessun pagamento.
La cosa non mi è sembrata una novità perché nessun pagamento mi era arrivato.
Bene siamo al primo maggio e del bonus di marzo ancora niente e a essere sincero ho perso la speranza.
Ma il peggio sarà accorgersi di quello che accadrà ora. Hanno detto di stare tranquilli, che adesso sarà tutto più semplice e che basterà fare un clic perché chi “ha già avuto i 600 euro” possa avere accreditato il bonus di aprile e poi, ancora, quello di maggio.
Ma chi non l’ha avuto? Credo resterà al palo ancora e poi ancora. E pensare che sarebbe bastato poco per rendere tutto più semplice ed equo.
Pazienza, ho capito però che anche all’Inps esistono figli e figliastri.
Luca Presti
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