Orte – (sil.co.) – Beccati con due etti e mezzo di cocaina nascosta sotto il sedile di un’auto a noleggio, entra nel processo la confessione scritta in carcere da uno dei due cugini pluripregiudicati napoletani arrestati dai carabinieri al casello autostradale di Orte lo scorso 18 ottobre mentre erano in viaggio verso la riviera romagnola con la droga a bordo di una Giulietta.
La coppia di congiunti – G.S. e A.B. 32 e 28 anni, difesi dagli avvocati Amedeo Centrone e Franco Taurchini – dopo oltre sette mesi di carcere, ha ottenuto ieri la sostituzione della misura di custodia cautelare in carcere con gli arresti domiciliari al termine dell’udienza davanti al giudice Giacomo Autizi, durante la quale entrambi si sono fatti interrogare.
La confessione a sorpresa da parte del 32enne, che al momento del fermo aveva negato di sapere che sull’auto a noleggio ci fosse droga, era emersa alla prima udienza del processo col giudizio immediato, lo scorso 24 febbraio, quando però nemmeno i difensori ne avevano ancora preso visione. A rivelarlo agli ignari avvocati Taurchini e Centrone fu lo stesso giudice Autizi, che lo aveva appena saputo, prima dell’ammissione delle prove.
“La droga era la mia, me la sono comprata coi soldi guadagnati facendo l’ambulante che vende i calzini in giro per Napoli”, ci sarebbe scritto nella memoria, dove non si farebbe parola del cugino.
“Sono pentito, voglio cambiare vita. Chiedo scusa a mia madre che sta in carcere per droga e a mio padre che è malato di cuore. Sono tossicodipendente e mi impegno ad andare al Serd per disintossicarmi. Quel giorno io e mio cugino stavamo andando a Rimini perché mio padre doveva operarsi al cuore”, avrebbe detto l’imputato durante l’interrogatorio che per entrambi si è tenuto, come il resto dell’udienza, a porte chiuse causa Covid.
Il difensore Taurchini, che assiste G.S., ponendo l’accenno sulla vita sofferta del suo assistito, ha contestato ai testimoni dell’accusa come non siano stati trovati né bilancini di precisione, né sostanze da taglio, solitamente nella disponibilità di chi detiene stupefacenti ai fini di spaccio.
Il 32enne, oltre a numerosi precedenti per detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti, cinque anni fa è stato arrestato assieme ad altri tre presunti complici, a Napoli, per una rapina in casa ai danni di cinque extracomunitari, imbavagliati prima di mettere a segno il colpo dopo avere fatto irruzione nella loro abitazione.
Sarà un processo lampo. Il giudice ha rinviato per la discussione e la sentenza al prossimo 11 giugno.
Articoli: Sorpresi con la cocaina, un pusher confessa prima del processo – Cocaina sotto il sedile dell’auto a noleggio, restano in carcere i due pluripregiudicati – Arrestati due spacciatori, sequestrati due etti e mezzo di cocaina
