Bruxelles – “Coronavirus. Se finisce l’Ue, il Pil crolla del 23%”.
Il Coronavirus potrebbe portare alla fine dell’Unione Europea? Uno scenario possibile. Ma non di certo auspicabile, almeno stando a uno studio pubblicato dal Servizio di ricerca del Parlamento europeo (Eprs) intitolato “Coronavirus e il costo della non-Europa”.
Secondo lo studio, se la crisi causata dalla pandemia di Covid-19 portasse a “uno smantellamento dell’Unione europea, per come la conosciamo oggi, la perdita per l’economia dei 27 paesi membri sarebbe fra il 17 e il 22,7%”. Un crollo a cui andrebbe aggiunto il già previsto calo intorno al 7,5% del Pil nel 2020.
“Anche le stime più prudenti – scrivono i ricercatori – suggeriscono che lo smantellamento del mercato unico costerebbe all’economia europea fra il 3 e l’8,7% del suo Pil collettivo, cioè fra i 480 e i 1380 miliardi di euro l’anno”.
Lo studio chiarisce anche che in parallelo, in 50 settori diversi che vanno dal digitale alla politica di coesione, “il potenziale costo della non-Europa nel 2019 è di circa 2200 miliardi di euro, cioè il 14% del Pil Ue (entro un periodo di 10 anni)”.
“Ne consegue – specifica lo studio – che se entrambi i problemi si sviluppassero nello stesso momento, l’economia Ue potrebbe contrarsi fra il 17% e il 22,7% rispetto a quanto potrebbe essere”.
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