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Vejano - Carabinieri - In trasferta da Roma, dovranno pagare multe sonore per essersi spostati da un comune all'altro senza autocertificazione - Non saranno invece denunciati per furto

Fanno razzia in chiesa del cibo per i poveri durante l’emergenza Covid, identificata coppia

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Carabinieri

Carabinieri

Vejano – (sil.co.) – Fanno razzia in chiesa del cibo destinato ai bisognosi del paese durante l’emergenza Covid, identificata coppia. In trasferta da Roma, lo scorso aprile, hanno saccheggiato due volte le cassette piene di generi alimentari poste vicino all’acquasantiera, all’interno della chiesa parrocchiale di Vejano. Cibo messo a disposizione dalla Caritas in modo che potesse essere ritirato in forma anonima da chi ne aveva necessità. 

Multati per essersi spostati da un comune all’altro senza idonea autocertifcazione, non saranno invece denunciati per furto. 

Si tratta di due nomadi di etnia rom con una lunga sfilza di precedenti penali, in trasferta dalla capitale, che adesso dovranno pagare una doppia sonora contravvenzione: per essersi spostati una prima volta da un comune all’altro quando era vietato perfino uscire di casa senza un’idonea autocertificazione e per essere tornati anche una seconda volta sul “luogo del delitto”, pensando a torto di farla franca.

L’uomo, inoltre, è stato denunciato penalmente alla procura della repubblica di Viterbo in quanto, per coprire la “complice”, ha rilasciato false dichiarazioni. Non sono stati invece denunciati per furto, perché, nonostante la meschinità del gesto, i beni sottratti erano esposti alla pubblica fede, ovvero chiunque poteva attingere semplicemente entrando in chiesa da una porticina laterale lasciata appositamente aperta dal parroco del paese.

E’ successo a Vejano dove, nel pieno della quarantena contro la pandemia da Coronavirus, il parroco don Luigi Wlderk, che è anche il responsabile della Caritas locale, si è accorto che delle persone sconosciute che si aggiravano in paese avevano saccheggiato le cassette piene di generi alimentari poste vicino all’acquasantiera, all’interno della chiesa, facendo man bassa dei beni che erano destinati in forma anonima alle persone bisognose del paese, le quali potevano accedere all’interno del luogo di culto in tutta riservatezza, servendosi di una porticina laterale lasciata appositamente aperta. Una porticina scovata anche dai “ladri”, che ne hanno approfittato per fare incetta di cibo “gratis” in chiesa per la dispensa. 

L’allarme è scattato quando don Luigi, assieme al sindaco Alberto Rinelli, ha deciso di recarsi presso la locale caserma dei carabinieri, segnalando quanto stava succedendo al comandante Paolo Esposito, senza sporgere formale denuncia, non sapendo cosa avesse spinto quegli estranei – che erano stati avvistati in giro da più persone in una Vejano resa in quei giorni spettrale dal lockdown – magari anche loro bisognosi e affamati, a rifornirsi del cibo lasciato dalla Caritas a disposizione dei compaesani in difficoltà e anche perché non poteva considerarsi un vero e proprio furto, da un punto di vista giuridico, essendo i beni esposti alla pubblica fede, cioè alla portata di tutti.

Attraverso i filmati delle telecamere della videosorveglianza del Comune, sparse in tutto il centro abitato, i carabinieri sono risaliti in breve alla vettura usata dai forestieri e tramite la targa al proprietario, identificando così la coppia di “predoni”, risultati residenti in un campo nomadi della capitale, da dove non avrebbero potuto allontanarsi se non con idonea certificazione che ne autorizzasse la venuta a Vejano, della quale erano naturalmente sprovvisti. 

Alla coppia sono stati contestati due illeciti amministrativi relativamente alla ingiustificata movimentazione sul territorio di Vejano con l’aggravante della reiterazione, per averlo fatto due volte senza idonea autocertificazione e, per l’appunto, l’uomo è stato inoltre denunciato penalmente alla procura della repubblica di Viterbo perché, per coprire la “complice”, aveva fornito ai carabinieri false dichiarazioni.

Per avere sottratto il cibo ai bisognosi, invece, dovranno rispondere alla loro coscienza. 

 


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30 maggio, 2020

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