Viterbo – (a.c.) – La fine del lockdown nella Tuscia ha segnato un recupero dei flussi di mobilità del 32%. Nei primi tre giorni dell’entrata in vigore della Fase 2, infatti, in tutta la provincia di Viterbo la circolazione dei veicoli è aumentata di oltre un terzo rispetto agli stessi giorni della settimana precedente.
A rivelarlo sono i dati pubblicati dal portale City analytics, curato da Enel X e Here technologies. Un servizio che consiste in una mappatura quotidiana dei macro flussi di mobilità sul territorio italiano durante l’emergenza Coronavirus, con una vista aggregata a livello regionale, provinciale e comunale.
Da lunedì 4 maggio, con l’entrata in vigore del nuovo decreto della presidenza del Consiglio, e fino a mercoledì 6 (ultimo giorno con dati disponibili) la ripresa della mobilità della Tuscia ha fatto registrare una crescita regolare: +26% lunedì, +35% martedì e mercoledì.
Il 6 maggio il comune dove si è misurato l’aumento più imponente è stato Ischia di Castro, dove addirittura la circolazione è cresciuta del 118%. Poi Latera (+ 106%), Proceno e Vasanello (+ 100%). Performance negative solo per Barbarano Romano, Lubriano, Arlena di Castro e Castiglione in Teverina, mentre il centro sopra i 10mila abitanti con il risultato più consistente è stato Montefiascone (+ 77%), con Viterbo al 36%.
Oltre al confronto con 7 giorni prima, City analytics consente anche un paragone con i dati di gennaio 2020, cioè subito prima dell’esplosione della pandemia. Su questo campo, le percentuali della Fase 2 rimangono col segno “meno”, anche se si nota un parziale recupero rispetto ai giorni di lockdown più estremo.
Nella tre giorni 27-28-29 aprile la media provinciale dei flussi di mobilità rispetto a gennaio era stata -44,6%, mentre la settimana successiva (quindi 4-5-6 maggio) è risalita a -27%.
In provincia di Viterbo il calo degli spostamenti più consistente durante tutta la pandemia è stato lunedì 13 aprile, giorno di Pasquetta, che ha registrato un -92% rispetto a gennaio e -83% rispetto al lunedì precedente, il 6 aprile. D’altronde, con tutti i negozi chiusi e controlli a tappeto per impedire i movimenti non autorizzati, trovare un buon motivo per mettersi in strada sotto le feste di Pasqua era abbastanza difficile…
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