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Tarquinia - La guida turistica Claudia Moroni racconta la crisi della sua categoria causata dal Coronavirus, con una ripresa del lavoro rimandata tra la fine dell’anno e l’inizio del 2021

“In pochi giorni annullate le prenotazioni di un’intera stagione”

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Claudia Moroni

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Tarquinia – “In pochi giorni sono state annullate le prenotazioni di un’intera stagione”.

L’epidemia di Coronavirus ha messo in ginocchio il turismo e ha travolto il settore delle guide e degli accompagnatori turistici, senza lavoro da oltre due mesi per l’annullamento totale di viaggi programmati o vacanze in Italia e all’estero.

Due professioni altamente specialistiche che richiedono l’abilitazione ma prive di ammortizzatori sociali o di altre forme di tutela economica, con un futuro tutto da decifrare. Claudia Moroni, tarquiniese, è una guida abilitata per la regione Lazio. Una persona molto conosciuta nella città tirrenica dove, nella bella stagione, la si vede portare i turisti alle scoperta delle meraviglie etrusche e del centro storico. “Una stagione che sarebbe stata positiva. Poi è arrivato il Covid-19 – dice Moroni -. Nessuno se lo aspettava e nessuno credeva, almeno all’inizio, che la situazione diventasse così grave. Da due mesi sono ferma e le prospettive di tornare a lavorare a pieno ritmo sono soltanto tra la fine dell’anno e l’inizio del 2021”.

Cosa occorre per diventare guide o accompagnatori? Quali sono le differenze tra le due professioni?
“Fino a qualche anno fa l’abilitazione di guida turistica era provinciale. In alcuni casi regionale. Poi dal ministero è stata proposta la guida nazionale, creando confusione e una spaccatura tra noi guide, con il blocco degli esami di abilitazione. Lo scorso anno so, per esempio, che la Toscana ha organizzato dei corsi di qualche mese che prevedevano il rilascio dei tesserini di guida nazionale, purtroppo inflazionando il numero di guide sul territorio. Gli accompagnatori non hanno mai avuto confini regionali o provinciali e possono operare su tutto il territorio italiano. La differenza è sulle competenze. L’accompagnatore ha il compito di assistere il gruppo e dare informazioni generali, soprattutto geografiche, a bordo dell’autobus. La guida, invece, di solito attende il gruppo nei pressi del sito da vedere, per poi dare tutte le informazioni storico-artistiche durante la visita”.

Parliamo dell’emergenza. Guide e accompagnatori turistici sono a reddito zero da due mesi. Puoi raccontarci la tua esperienza?
“Purtroppo nel giro di pochi giorni ho visto annullate le prenotazioni di un’intera stagione. Ho provato inizialmente sgomento, sconforto e incredulità. Poi ho avuto la speranza di una risoluzione in tempi brevi. Infine, la consapevolezza della gravità dell’epidemia. Così, per rimanere attiva durante la quarantena, sui social ho creato una rubrica per raccontare la mia città, Tarquinia”.

Le prospettive di ripresa sono purtroppo a lungo termine. Quali tutele chiede la vostra categoria alle istituzioni? Quando e come ritieni tornerete a lavorare?
“Il turismo è il settore più penalizzato, il meno nominato ma fondamentale per l’economia. Noi guide siamo un anello importante di una lunga filiera. Sarebbe auspicabile un aiuto economico a lungo termine, perché torneremo a lavorare a pieno ritmo solo tra a fine del 2020 e l’inizio del 2021. Occorre anche trovare una soluzione per il pagamento delle tasse e dell’Inps. Le scadenze sono a breve.  Per l’estate punteremo sui borghi, le passeggiate all’aperto con piccoli gruppi in assoluta sicurezza. Tarquinia, fortunatamente, ha tutto: mare, arte, cultura e un bellissimo territorio. Confido di riuscire a portare a termine almeno una parte del mio programma estivo”.

Tarquinia e la provincia di Viterbo. Cosa pensi sia necessario per rilanciare il turismo nel nostro territorio, passata l’emergenza del Coronavirus.
“Forse dall’emergenza si potrà ripartire per far scoprire o rivalutare la Tuscia. Per un turismo lento, ideale per le famiglie che cercano tranquillità, sicurezza, ma anche arte, cultura ed enogastronomia d’eccellenza. I comuni sapranno come approfittare di questa nuova esigenza. Sarebbe auspicabile una loro collaborazione con le guide locali, per valorizzare questi territori con l’aiuto di chi, forse, li conosce meglio di ogni altro”.

Daniele Aiello Belardinelli


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15 maggio, 2020

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