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Viterbo - Comune - Prende il posto di Luigi Maria Buzzi, nominato capogruppo FdI - L'opposizione insorge - Barelli (Forza civica): "Il peggior nome possibile" - Seduta iniziata con un incidente di percorso e finita peggio

Martina Minchella presidente, scontro in prima commissione

di Giuseppe Ferlicca
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Viterbo - Martina Minchella

Viterbo – Martina Minchella

Viterbo – Prima commissione, si cambia. Luigi Buzzi lascia la presidenza, dopo essere stato nominato capogruppo Fratelli d’Italia.

Al suo posto arriva Martina Minchella, votata in prima commissione, riunita stamani. Vota sì tutta la maggioranza, opposizione contraria, con la diretta interessata che si astiene. Finisce 6 a favore, 4 contrari e un astenuto. 

“Essendo stato nominato capogruppo – ha detto Buzzi – mi sono dimesso da presidente e da membro effettivo”.

Riunione online portata avanti da Valter Rinaldo Merli (Lega), vicepresidente. Con un piccolo incidente di percorso, solo l’antipasto di una commissione cominciata male e finita peggio. Scontro anche personale tra consiglieri.

Nel dare la parola a Buzzi, Merli lo invita a proporre un nome: “Essendo la commissione di Fratelli d’Italia”, esordisce Merli.

Intendeva che finora è stata presieduta da un esponente FdI, chiarirà poi.

Siccome le parole contano, arriva Giacomo Barelli per sottolineare: “La commissione non è di FdI, ma di tutti” e Lina Delle Monache (Obiettivo comune): “Che almeno ci sia una parvenza istituzionale, almeno di condivisione nella procedura”.

Merli precisa e così Buzzi: “Nessuno si vuole appropriare di una commissione. C’era un presidente FdI e mi sembrava corretto che FdI proponesse un nome, ma ogni gruppo può esprimerlo”.

Per uscire dalle secche di una discussione definita surreale e a tratti eccessiva, Antonio Scardozzi (FdI) propone il nome di Minchella.

Irricevibile come candidatura, per Chiara Frontini (Viterbo 2020), essendo Minchella stata eletta in un’altra lista, quella del Pd e poi passata a Fratelli d’Italia: “Per rispetto degli elettori. Mi disturba tutta questa situazione.”.

Rincara la dose Giacomo Barelli: “Un nome che non è di garanzia – incalza Barelli – in questa commissione lo era in quota opposizione e ora passa alla presidenza, il peggior nome possibile. Giudizio negativo”. 

Dichiarazioni fuori luogo secondo Buzzi (FdI). Ma non convince Massimo Erbetti (M5s): “Voto contrario, non esistono persone per tutte le stagioni”. 

Gli animi si scaldano, si scontrano Barelli e Sergio Insogna (Fondazione) che sbotta: “Sei quello che sei, un poveraccio”. A fargli saltare i nervi, l’accusa o constatazione dal punto di vista di Barelli, a Insogna d’essere un campione di trasformismo politico, per i passaggi in varie formazioni. Giusto per fare un parallelo con Minchella.

Taglia corto, Giulio Marini, capogruppo FdI: “Con tutti i problemi che abbiamo, giudicare Minchella per le sue scelte mi pare una eresia. Valuto la persona. Era brava quando stava in maggioranza con Michelini e la trovo brava anche adesso che è passata in maggioranza con Arena. Merita la fiducia di tutti noi”.

Tocca ad Andrea Micci, capogruppo Lega smorzare gli animi. Non ci riesce: “Abbiamo discusso un’ora di lana caprina, di vicende del passato. Diventa veramente pesante”. Invito alla concretezza. Non piace a Barelli: “La morale non la puoi fare”. Esce e se ne va dalla commissione.

Martina Minchella, tirata in ballo a più riprese, interviene: “Le mie scelte politiche le ho spiegate, credo di dover essere giudicata su come mi comporto e quello che faccio. Non posso accettare lezioni di moralità. Penso di non dovermi giustificare, eventualmente sarò giudicata dagli elettori se dovessi decidere di ripresentarmi”. 

La sintesi del dibattito la fa Isabella Lotti (FI): “Ragazzi – scrive sulla chat della commissione – siamo vergognosi tutti. Basta”.

Giuseppe Ferlicca

 

 


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20 maggio, 2020

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