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Il giornale di mezzanotte - Cronaca - Attore, dipendente comunale, custode della casa di Mariangela Virgili - Se ne va un personaggio della città

E’ morto Costanzo Federici, un simbolo di Ronciglione

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Costanzo Federici

Costanzo Federici

Ronciglione – Se n’è andato un pezzo di storia di Ronciglione. 

Costanzo Federici, 67 anni, è morto venerdì mattina, portato via da un malore improvviso. Lo conoscevano tutti, in città. È per questo, forse, che due giorni dopo, Ronciglione fatica ancora a crederci. 

Era un operaio, dipendente comunale. Un punto di riferimento per tutti: bisognava chiedere a lui quando si cercava qualcosa. Sicuramente Costanzo l’avrebbe trovata o avrebbe saputo come risolvere. 

Era una fonte inesauribile di aneddoti e curiosità sulla storia del posto in cui era nato e abitava. Sapeva tutto dei borghi medievali, dove viveva (qualcuno lo chiamava per questo “il sindaco dei borghi”).

Era il custode della casa di Mariangela Virgili e tra i soci fondatori dell’associazione intitolata alla terziaria carmelitana che, come lui, abitava proprio ai borghi ronciglionesi. Così innamorato della sua città e così presente in ogni occasione e cerimonia pubblica da diventarne un simbolo: perfino il suo viso parlava di Ronciglione. 

Fuori dalla proloco, lungo il corso che porta nella piazza principale, è comparso un cartellone con la sua foto vestito da Naso rosso, la tipica maschera ronciglionese, e la scritta: “Ciao Costanzo”.

Tantissimi, in queste ore, i messaggi che stanno riempiendo i social di un dispiacere sincero e di un affetto profondo. Lo salutano come “amico di tutti”. C’è chi ne ricorda il “vocione”. Chi l’umiltà. Chi l’amore per il teatro: aveva recitato in numerose commedie – l’ultima “L’invitato” – del professor Luciano Mariti, ronciglionese e docente all’università La Sapienza di Roma. 

Sulla pagina Facebook del Centro teatro ricerca di Ronciglione lo ricordano così, con un messaggio letto anche ieri in chiesa, ai funerali, al duomo: “Recitava con estrema dedizione e attenzione, con una serietà professionale assoluta. Ogni volta veramente preoccupato ma sempre temerario e infine felice. Costanzo, libero da ogni fatuo presenzialismo e da ogni vuoto intellettualismo, ci ha portato in dono un’allegria inesauribile. Ci piace ricordarlo con il sorriso e con il sorriso sarà accolto dalla sua inseparabile suor Mariangela. Ciao Costanzo e grazie da tutti noi”.


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31 maggio, 2020

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