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Economia - Ristoratori d'Italia in rivolta, ma a Tarquinia trovano le porte del comune chiuse - Il sindaco Alessandro Giulivi: "Sono al loro fianco, ma ai gesti simbolici preferisco i fatti"

“Non voglio le chiavi dei locali, le consegnino a Conte che ha fatto il danno…”

di Raffaele Strocchia
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Alessandro Giulivi

Alessandro Giulivi

Paolo Bianchini riconsegna le chiavi a Giovanni Arena

Viterbo – I ristoratori consegnano le chiavi dei locali al sindaco Giovanni Arena

Tarquinia – A causa della crisi provocata dal Coronavirus, migliaia di imprenditori, ristoratori e baristi di tutta Italia hanno consegnato le chiavi delle loro attività nelle mani dei sindaci. Ma a Tarquinia hanno trovato le porte del comune chiuse. “Io quelle chiavi non le voglio – tuona il primo cittadino Alessandro Giulivi -. Vanno date a Conte, perché il danno l’ha fatto il governo. I ristoratori vogliono giustamente gli aiuti, ma le chiavi non devono consegnarle ai sindaci. Le devono portare al premier. E magari gliele portiamo pure insieme”.

Giulivi non dice di non interessarsi alle sorti di imprenditori, ristoratori e baristi. “Sono al loro fianco – spiega -, ma hanno fatto solo un gesto simbolico che non porta a nulla. I gesti simbolici, infatti, lasciano il tempo che trovano. A me piacciono i fatti. Se dopo questo terremoto vogliamo ricostruire e far ripartire l’Italia, bisogna fare sul serio. E quando c’è da fare sul serio, io ci sono sempre”.

Giulivi elenca poi una serie di misure che sta studiando per aiutare quanti a Tarquinia lavorano in questo settore. “Sto facendo fare al comune uno sforzo al di sopra delle sue possibilità – dice -, perché gli aiuti ancora non sono arrivati neppure a noi. Ma sto facendo di tutto per agevolare i ristoratori: dalla risistemazione del lido, al nuovo piano urbano del traffico per permettere ai locali di tenere i tavoli all’aperto. Non voglio fargli pagare l’occupazione del suolo pubblico, e sto cercando di spostare il più avanti possibile il pagamento delle tasse. Insomma, come comune farò tutto ciò che mi è possibile. Ma per la ripartenza mancano i soldi anche a noi, che stiamo subendo le stesse conseguenze di un’azienda”.

Ma c’è un’altra ragione per la quale Giulivi non ha accettato le chiavi di hotel, bar e ristoranti. “Non esistono solamente loro – aggiunge -, ma c’è una marea di attività che stanno subendo questi danni. Alcuni addirittura irreversibili. Il governo ha abbandonato tutte le categorie, non chi più e chi meno. Ha abbandonato parrucchieri, ambulanti e chi ha negozi d’abbigliamento. In questo momento nessuno è più sfavorito dell’altro. Quindi perché dovrei prendere solo le chiavi dei ristoratori?”.

Raffaele Strocchia


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2 maggio, 2020

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