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Monterosi - I consiglieri comunali Flaminio Cialli e Roberto Baldinelli sulla mozione di sfiducia al presidente

“Nulla di fatto per la maggioranza che voleva ‘far fuori’ Boccolini”

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Monterosi - Il comune

Monterosi – Il comune

Monterosi – Riceviamo e pubblichiamo – L’amministrazione comunale di Monterosi, a trazione leghista, riesce ad inanellare figure barbine a ripetizione.

Si è difatti concluso con un nulla di fatto il terzo consiglio comunale convocato nell’arco di venti giorni con l’obiettivo di portare a termine l’opera di epurazione politica dei tre consiglieri della ex maggioranza a cui il sindaco, in quanto rei di aver votato no all’aumento dell’Imu e di essersi astenuti sul voto di approvazione del bilancio di previsione 2020-2022, aveva tolto tutte le deleghe, accogliendo allo stesso tempo tra le sue braccia tutti i tre consiglieri della Lega fino ad allora schierati all’opposizione.

Per il completamento dell’opera mancava solo la sfiducia e quindi la sostituzione del presidente del consiglio Alberico Boccolini, uno dei tre finiti in disgrazia agli occhi del sindaco Giglietti.

Due dei quattro punti all’ordine del giorno odierno avrebbero quindi sistemato definitivamente la querelle locale, segnando la fine politica dei tre malcapitati.

Solo una settimana fa il consiglio aveva ordito e messo in scena la necessaria strategia, votando una modifica al regolamento del consiglio e inserendo la possibilità di sfiduciare il suo presidente.

Il giorno stesso ben otto consiglieri avevano sottoscritto un’affrettata mozione di sfiducia da cui è partita la nuova convocazione consiliare fissata per oggi, in cui approvare la revoca e procedere seduta stante alla nomina del nuovo presidente in pectore.

Se non che la fretta si è rilevata cattiva consigliera e nel modificare il regolamento si è inserita la mozione di sfiducia senza chiarire, come è d’obbligo, che da ciò può e deve conseguire la possibilità di revoca del presidente.

Oggi a Monterosi in parecchi hanno dovuto imparare che mentre la decadenza conseguente alla sfiducia è un elemento automatico per legge quando colpisce il sindaco e la giunta, la stessa cosa non accade invece quando è rivolta contro il presidente del consiglio comunale.

Questa clamorosa svista ha fatto sì che Alberico Boccolini abbia potuto porre al consiglio, a termini di regolamento, una questione pregiudiziale sulla formulazione della delibera che prevedeva la sua automatica decadenza.

A nulla sono valse le rimostranze del prima cittadino e tra le facce sbigottite e attonite dei relatori della mozione di sfiducia, la battaglia si è quindi chiusa con i due punti cruciali all’ordine del giorno ritirati da parte del presidente perché non conformi al contenuto della mozione di sfiducia e del regolamento del consiglio comunale.

 

Flaminio Cialli
Roberto Baldinelli
Consiglieri comunali


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13 maggio, 2020

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