Viterbo – Primo maggio 2016.
Quattro anni fa la Viterbese vinceva il campionato di serie D alla penultima giornata sul campo dell’Astrea.
Era la squadra allenata da Federico Nofri, che ha chiuso il campionato con 76 punti in 34 giornate in cui sono arrivate 22 vittorie, dieci pareggi e due sole sconfitte.
Il girone G di allora era di ferro con squadre come Grosseto, Torres, Rieti, Olbia e Arzachena che hanno tenuto il campionato vivo fino all’ultimo respiro. A deciderlo, in una domenica dal sapore d’estate, una zuccata di Emilio Dierna che a pochi istanti dal fischio finale ha spostato il risultato sul 3-2.
Mister Nofri, che stagione è stata per lei?
“Fino a questo momento la più bella da quando alleno. Abbiamo vinto un girone in cui c’era una lunga serie di squadre con un organico di qualità. Quella Viterbese però era più forte, giocava a memoria e ha chiuso il campionato perdendo solo due partite”.
Ha resistito da ottobre fino alla fine con un presidente dall’esonero facile come Camilli…
“Bisogna fare una premessa: con un presidente come lui non hai amici e l’unica cosa che ti salva è il risultato. Detto questo, la squadra era già forte ma in inverno Camilli l’ha rimodellata senza problemi. Lui e Minguzzi, direttore sportivo di allora, fecero un gran lavoro con la scelta di pedine importanti. Posso dire senza problemi che vincere con Camilli vale il triplo”.
E’ stato difficile allenare un gruppo con venti potenziali titolari?
“Decidere era complicato ma le scelte mi hanno dato ragione. Alcuni giocatori mi hanno aiutato molto. Scardala, Cuffa e Pomante erano tra i più carismatici e hanno guidato la squadra sul campo e nello spogliatoio. Avevamo sei o sette over in panchina e quando devi accontentare tutti diventa difficile. Ho sempre detto ai giocatori che erano tutti sullo stesso piano”.
L’1-0 al Grosseto e il 2-0 al Rieti hanno spaccato il campionato?
“Entrambe le gare hanno dato un segnale importante. Col Grosseto ero squalificato e mi ricordo che nonostante la pioggia lo stadio era pieno. Siamo passati in vantaggio con un piazzato e abbiamo difeso risultato fino alla fine. Col Rieti era un turno infrasettimanale, venivamo da tanti risultati positivi e non abbiamo avuto problemi. Ormai la squadra andava. Era fortissima, bastava gestirla e allenarla bene”.
Dopo il campionato è arrivata anche la vittoria dello scudetto dilettanti.
“Sì. Lo ripeto: quando giochi con Camilli devi vincere. Il presidente ha grande personalità e subito dopo la conquista del campionato ha chiesto quella della poule scudetto. La vittoria col Piacenza ha coronato una stagione storica per i tifosi ma anche per me e lo staff. Ricordo con piacere il grande aiuto che mi hanno dato Roberto Stefanelli, Paolo Gobattoni, Claudio Mele e tutti gli altri”.
Dopo quattro anni può svelare il motivo della mancata conferma?
“Mi è dispiaciuto molto. Credo che presidente non fosse pienamente convinto perché non avevo mai allenato in serie C. In estate ci eravamo messi d’accordo ma quando sono tornato dal mare le cose erano cambiate”.
Quella squadra, con pochi ritocchi, ha fatto bene anche in serie C.
“Era indubbio. Peccato non aver avuto la possibilità di rimanere. Si era creata una grande alchimia anche con chi non giocava e quella rosa, senza stravolgimenti, poteva avere una storia molto più longeva. La Viterbese l’ha avuta comunque e di questo ne sono felice”.
Oggi allena la Sangiovannese ma il campionato è bloccato. Sta già pensando al futuro?
“Dopo un anno e mezzo sono riuscito a tornare ad allenare. In serie D, solitamente, ho lavorato con squadre da classifica importante ma ho accettato questa proposta perché è un ambiente sano e gestito da gente perbene. Presto parlerò con i dirigenti ma se non si trovasse l’accordo non intendo fermarmi”.
Samuele Sansonetti
Viterbese 2015-2016 (rosa da gennaio a giugno)
che fine hanno fatto i giocatori di quella squadra
Cesare Micheli. Vice di Pini in D, il portiere è rimasto all’ombra della Palazzina come terzo fino a gennaio 2019. Da quel giorno si sono perse le sue tracce.
Roberto Pini. E’ l’unico reduce nella Viterbese attuale. Dopo la vittoria del campionato da titolare e due stagioni da secondo di Iannarilli in C, ha passato un anno in prestito all’Arzachena per poi tornare in gialloblù.
Edoardo Mastropietro. Terzo portiere di allora, dopo il double è rimasto per due anni in D all’Imolese. Successivamente un anno e mezzo in Eccellenza al Paternò e il ritorno in D, dove gioca col Ladispoli.
Alessandro Dalmazzi. Per il difensore originario di Grosseto, allora 20enne, una buona prosecuzione di carriera in D tra Rieti, San Nicolò Notaresco e Campobasso dove gioca tuttora con la seconda della classe del girone F.
Emilio Dierna. Il centrale è rimasto in gialloblù anche la stagione successiva con 35 presenze e tre reti. Lasciata Viterbo ha trascorso un anno al Gubbio in C e uno al Modena in D, concluso con la vittoria dei playoff. Attualmente gioca in C alla Pianese.
Francesco Fè. Anche il terzino ha continuato l’avventura nella Tuscia ma i pochi gettoni dell’anno successivo lo hanno convinto a cambiare aria. Nella stagione in corso gioca in D con all’Aprilia. Prima, due esperienze sempre in D tra Castiadas e Lupa Roma.
Federico Pacciardi. Il jolly difensivo ha salutato nell’estate del 2018 per accasarsi all’Albinoleffe. Ha trascorso l’ultima stagione in infermeria per via di un brutto infortunio. A fine luglio ha rescisso il contratto che lo legava ai bergamaschi.
Riccardo Pandolfi. Anche lui ha salutato Viterbo nell’estate 2018. Ha poi trascorso un anno all’Arzachena senza perdere la categoria. A gennaio, dopo sei mesi da svincolato, ha firmato per la Sangiustese in D.
Andrea Perocchi. Per il giovane scuola Lazio l’anno successivo è arrivato un altro trofeo: la vittoria dell’Eccellenza laziale con l’Atletico Sff. Nei tre anni successivi, Atletico Sff e Lupa Roma in D e una stagione a metà tra Vastese e Unipomezia (Eccellenza).
Marco Pomante. Alla soglia dei 37 anni l’esperto centrale è ancora protagonista in D. Dopo la Viterbese ha cambiato tre casacche: sei mesi alla Nocerina, due anni e mezzo al Pineto e la stagione in corso al San Nicolò Notaresco.
Salvatore Santeramo. In quella Viterbese non scese mai in campo e giustamente in estate decise di cambiare aria. Poche presenze anche negli anni successivi, sempre in D, tra Nocerina, Cavese, Bastia, Matelica e Vigasio.
Stefano Scardala. Il capitano che alzò due trofei era tra i più amati. Classe ’81 e un enorme bagaglio di esperienza, gioca ancora in C con la maglia del Rieti con cui ha vinto la D nella stagione 17-18.
Simone Addessi. Era uno dei giovani col potenziale più alto ed è salito subito in C grazie alla chiamata dell’Unicusano Fondi. Per lui due stagioni nella sua città, un anno in D alla Turris (27 presenze e 11 reti) e il ritorno tra i professionisti con la Cavese.
Daniele Ansini. Con 21 presenze e sei gol (indimenticabile l’1-0 al Rieti nello scontro diretto di fine marzo) il calciatore scuola Roma si è ritagliato uno spazio importante nel centrocampo di allora. Oggi ha 24 anni e gioca in D nel Vigasio.
Luca Belcastro. Tra i confermati per la C, dopo un anno è andato all’Imolese dove si trova tuttora e con cui ha ottenuto una promozione in C, un terzo posto e un 17esimo posto nel girone B. Numeri alti per lui in rossoblù: 86 presenze, 26 gol e 17 assist.
Michele Boldrini. Salutata la Tuscia per due parentesi tra L’Aquila e Reggiana, vi ha fatto ritorno a dicembre 2018 per giocare sei mesi al Monterosi. Attualmente è in forza alla Flaminia.
Matias Cuffa. Dopo un altro anno in gialloblù, in quello successivo ha vinto la D col Rieti. Nel 18-19 ha chiuso la carriera in D col Mantova ed è rimasto in biancorosso come tecnico della Juniores. A gennaio è stato promosso in prima squadra con Garzon.
Giuseppe Nuvoli. Il centrocampista sardo è tornato subito nella sua terra dove ha trascorso tre stagioni all’Arzachena. Nella prima ha vinto il campionato di serie D e nelle successive ha giocato in C. In estate si è trasferito al Latte dolce in D.
Stefano Selvatico. Il bresciano decise di rimanere in serie D ma avvicinandosi a casa. Imolese, Rezzato, Forlì, Trento e Milano city hanno rappresentato le parentesi nel “campionato d’Italia” prima di quella attuale al Sestri Levante, in Eccellenza ligure.
Mbaye Babacar. Al trasferimento in Sardegna, dove ha giocato in D con San Teodoro e Castiadas, ha fatto seguito quello all’Ulaanbaatar in Mongolia dove gioca tuttora.
Vittorio Bernardo. Metà stagione in C con la Viterbese poi il passaggio, sempre in C, alla Sambenedettese. Tornato nella sua Sicilia per giocare al Siracusa, l’attaccante di Erice è poi passato al Dattilo in Eccellenza.
Carmine De Sena. Per il centravanti napoletano una stagione al Cuneo in D con 13 reti e il passaggio tra i professionisti tra Ravenna, Biseglie e Renate. E’ sotto contratto con i nerazzurri fino al 2021.
Walter Invernizzi. L’uruguaiano a 39 anni segna ancora. Gioca in Eccellenza toscana col Baldaccio Bruni di Anghiari. Dopo la Viterbese ha avuto altre esperienze tra Sangiovannese, Athlone Town (Messico), Grosseto e Flaminia.
Samuele Neglia. Ha lasciato Viterbo dopo un anno di C e si è trasferito al Siena. Nel 18-19 è sceso in D e ha vinto il campionato col Bari. A gennaio è passato alla Fermana: in quattro gare ha realizzato tre gol e un assist.
Matias Vegnaduzzo. Per il bomber nato in Argentina l’esperienza in Italia è proseguita tra Civitavecchia, Grosseto e Varese, con cui l’anno scorso ha giocato in Eccellenza lombarda.
Federico Nofri. L’anno successivo ha avuto la possibilità di guidare il Teramo in C. Sempre in C, ma nel 17-18, è tornato in gialloblù al posto di Bertotto ma dopo sei partite è stato a sua volta esonerato. Oggi guida la Sangiovannese in D.
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