Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Mi chiamo Fausto Clarioni, sono un operatore sanitario. Volevo comunicare ad amici conoscenti e parenti la mia avvenuta guarigione dal Covid-19.
Io e la mia famiglia abbiamo passato giorni difficili… è stata dura… soprattutto psicologicamente. Appena mi è stato comunicato di essere positivo al Covid-19 ho temuto per i mie cari con il pensiero fisso di averli contagiati.
Ho cominciato a pregare nostro Signore essendo io credente, ma non praticante, credo nella chiesa solo come casa del Signore e non certo nel sistema e tanto meno, anzi e soprattutto a chi la rappresenta (dico questo per esperienze vissute sulla mia pelle), e sono sicuro che il Signore mi abbia ascoltato perché tutti i miei cari sono risultati negativi al tampone.
Anche se alcuni di loro si sono sottoposti al test sierologico e lo stesso ha evidenziato lo sviluppo degli anticorpi, adesso anche il resto della famiglia si sottoporrà al test… e poi vedremo.
Ora però voglio andare fino in fondo a questa vicenda perché non mi interessa sapere dove ho contratto il virus, né quando, né come l’ho preso, però voglio sapere se si fosse potuto evitare tutto questo.
Non accuso né colpevolizzo nessuno, ma di certo farò un esposto alla Procura delle Repubblica per fare luce sulla vicenda dato che quando mi chiamerà il magistrato avrò qualcosa da dirgli e da mostrargli al riguardo. Siccome questa vicenda ha toccato anche le persone che amo andrò fino in fondo e non mi fermerò davanti a niente e nessuno.
Colgo l’occasione per ringraziare i miei famigliari qualche amico e i volontari della croce rossa di Viterbo
Fausto Clarioni
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