Viterbo – (s.m.) – Trasporto della macchina di santa Rosa il 3 settembre? Massimo Mecarini lo vede “impossibile”. Poi apre le porte al dubbio, come se in fondo non volesse crederci: “A meno che non succede qualcosa… ma ora come ora non la vedo fattibile”.
Per il presidente del Sodalizio dei facchini, in piena pandemia di Coronavirus, neanche il dispiacere può prevalere sul buonsenso.
“Manifestazioni analoghe sono state rinviate – osserva -, dai gigli di Nola ai ceri di Gubbio”. I primi fanno parte della Rete delle grandi macchine a spalla, dichiarata patrimonio dell’Unesco, come anche il “campanile” viterbese, come la stampa nazionale chiama la macchina di santa Rosa; i secondi si sono sfilati dalla Rete anni fa, per poi chiedere di rientrarvi. Ma il destino delle due tradizioni, nell’annus horribilis 2020, è stato comune.
“Ognuno decide per sé, comunque – spiega Mecarini -. La scelta riguarda la singola comunità. Con i membri della Rete ci sentiamo sempre, partecipiamo al dispiacere di nolani ed eugubini e aspettiamo di sapere che ne sarà della Varia di Palmi e della Faradda di li candareri di Sassari”. Le altre due componenti della Rete: entrambe le manifestazioni si tengono ad agosto. Come la seconda corsa del Palio di Siena che, quest’anno, semplicemente, non ci sarà. “Una cartina tornasole”, per Mecarini, che rende prevedibile altri epiloghi. A Siena non si correrà né a luglio né ad agosto, né in altre date: bocciata la proposta di rinviare il Palio ai mesi successivi, come ha annunciato la settimana scorsa il magistrato delle contrade Claudio Rossi. Che ha aggiunto: “È una festa di popolo. Organizzarla senza il popolo sarebbe impensabile”. Come la macchina di santa Rosa.
È stato il sindaco di Viterbo Giovanni Arena, due giorni fa, a dichiarare a Tusciaweb, intervistato dal direttore Carlo Galeotti, che “quest’anno sarà ricordato nella storia” perché “la Macchina di santa Rosa non passerà”. “A noi non stata comunicata una decisione ufficiale – spiega Mecarini -: a oggi ancora non c’è. Ma è questione di giorni, immagino. In ogni caso, sapevo che l’intenzione era questa ed era prevedibile. Decideranno le autorità competenti, cioè comune e prefettura. Penso anche le autorità sanitarie, vista la situazione”.
E intanto? “Intanto aspettiamo – dice il presidente del Sodalizio -. Eventualmente si potrà pensare a qualcosa di alternativo… ma è prematuro, non ne abbiamo ancora parlato. In genere iniziamo a prepararci da marzo: facciamo le visite mediche in previsione delle prove di portata di giugno. Per ora siamo fermi. Per riuscire a organizzarci dovremmo sapere prima possibile se la manifestazione si farà o no: siamo già molto in ritardo sulla tabella di marcia”.
Quando Mecarini parla di “qualcosa di alternativo” intende proprio “alternativo al trasporto”, laddove il no diventasse ufficiale. E nonostante l’imprenditore Gaetano Carramusa l’abbia definito “fattibile, con un percorso straordinario” ad hoc per l’emergenza, Mecarini non lo ritiene pensabile in una versione diversa. “Dobbiamo rispettare il distanziamento sociale – dice -. E non è tanto e solo un discorso di sicurezza del pubblico, ma anche dei facchini: la distanza tra loro, sotto la macchina, la sera del 3, è pari a zero. Sono ammassati”.
Difficile che la regola del distanziamento possa venir meno a breve. Qualora accadesse, sarebbe comunque, probabilmente, troppo tardi per attrezzarsi.
“A mia memoria – dice – non era mai successo in tempo di pace, che la tradizione fosse interrotta. L’unico stop è stato durante le guerre mondiali. Farebbe male non trasportare la macchina, certo… ma siamo preparati e siamo persone di buonsenso. Le polemiche sarebbero inutili e, infatti, non ce ne sono: stavolta è questione di priorità”.
Articoli: Il sindaco Arena: “La macchina di santa Rosa non passerà” – Gaetano Carramusa: “Il trasporto della macchina di santa Rosa si può fare” di Giuseppe Ferlicca – Niente corsa dei ceri a Gubbio e problemi anche per la macchina di santa Rosa – I facchini: “Noi confidiamo in santa Rosa” – Il sindaco Arena: “Covid-19, il trasporto della macchina di santa Rosa è seriamente a rischio” di Daniele Camilli
