Tarquinia – “Il turismo è fatto anche dalle agenzie di viaggi”. Il settore delle vacanze è stato uno dei più colpiti dell’emergenza del coronavirus e il primo a risentirne, anche quando il covid-19 era ancora diffuso solo in Cina. Cancellazioni e disdette sono iniziate da febbraio. Silvia Pinti è titolare a Tarquinia di un’agenzia e ha trasformato una sua passione in un lavoro.
“In queste settimane l’attenzione si è concentrata su ristorazione e ricettività – dice -. Ma nel turismo ci siamo noi, i tour operator, le guide turistiche e altri comparti, dei quali si parla troppo poco. Siamo stati tra i primi a entrare in crisi e saremo gli ultimi a uscirne. Questo non mi demoralizza, perché la voglia di viaggiare della gente è sempre tanta. Anche se lo faremo in modo diverso”.
Come ha affrontato questo periodo e quante persone ha fatto rientrare in Italia dall’estero?
“La nostra emergenza è iniziata prima rispetto ad altri settori dell’economia. Già a metà febbraio, perché con le prime “zone rosse” gli altri stati hanno cominciato a chiudere le frontiere. Da lì sono iniziati i problemi di rimpatrio degli italiani. Nel nostro caso abbiamo fatto rientrare una decina di clienti, alcuni con semplici riprotezioni su altri voli. Le difficoltà più grandi sono state per chi rientrava da mete lontane”
Ritiene che si potrà ripartire entro la fine dell’estate? All’inizio si dovrà puntare maggiormente sul mercato interno o su quello estero?
“Voglio credere che si riparta, trovando le soluzioni adeguate per farci volare, piuttosto che prendere una nave o rilassarci nella piscina di un villaggio. Spero che l’Unione Europea riapra le frontiere. Sicuramente si punterà prima di tutto al mercato interno. Noi italiani siamo molto fortunati. Abbiamo il mare, la montagna, l’arte e la cultura. Abbiamo tutto per rilanciarci”.
Viaggiare dopo il coronavirus. Come saranno ripensati i tour organizzati?
“Me li immagino fatti di poche persone. Magari un gruppo di amici o persone della stessa famiglia. Fino a quando non ci sarà una cura o un vaccino per il coronavirus, credo che i tour organizzati avranno ancora più difficoltà a riprendere. Ma la speranza di tornare a organizzare gite o tour di più giorni rimane”.
Quali aiuti dovrebbero arrivare dal Governo per le agenzie di viaggi?
“Il governo si deve accorgere che esistiamo anche noi. Già questo sarebbe un bel passo avanti. In questi giorni, quando si sente parlare di turismo, si parla quasi sempre di albergatori, ristoratori o stabilimenti balneari. Non si considera che il turismo è fatto di altre importanti categorie come per esempio le agenzie di viaggio, i tour operator, le guide turistiche, gli ncc, gli organizzatori di eventi. Quello che mi sento di chiedere, oltre agli aiuti economici, è che siano date finalmente delle certezze. Vogliamo riaprire ma ci devono dire cosa potremo offrire ai nostri clienti. Saremo felici di accogliere le persone per un saluto o per chiacchierare. Ma con i saluti e le chiacchiere non si vive”.
Guardando al futuro, quale messaggio vuole dare ai suoi clienti?
“Ai miei clienti voglio dire che noi ci siamo e ci saremo. Voglio rassicurarli che continueremo a gestire i prossimi mesi cercando di tutelarli nel migliori dei modi. Una mia cliente qualche settimana fa mi ha detto: “Silvia, io mi sto viaggiando addosso”. A tutti i clienti come lei, voglio promettere che presto torneremo a farli sognare”.
Daniele Aiello Belardinelli
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