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Cronaca - Il vicepresidente della Camera Fabio Rampelli (FdI) attacca il presidente della Regione Nicola Zingaretti

“Un governatore che si rispetti deve rispondere in aula sullo scandalo delle mascherine”

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Fabio Rampelli

Fabio Rampelli

Roma – Riceviamo e pubblichiamo – “C’è qualcuno? Sto cercando il fratello del commissario Montalbano. No, perché posto che sono 60 giorni che non c’è traccia della Regione Lazio e che il presidente è anche segretario del Pd… volevamo dire che ci siamo rotti i gabasisi!”…

Il vicepresidente della Camera Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia citofona al presidente della giunta regionale Nicola Zingaretti nella sede della giunta regionale del Lazio.

Poi, chiudendo il siparietto, Rampelli si fa serio: “Un governatore che si rispetti, segretario di uno dei principali partiti italiani, deve far funzionare la macchina amministrativa della Regione Lazio, ma deve anche rispondere in aula, nel luogo preposto dalla democrazia, delle inchieste sulla mala gestione e sulla truffa delle mascherine, così come deve condividere con tutte le forze politiche e sociali i programmi di rilancio economico, come ha chiesto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Questo perché sono sospese le garanzie costituzionali ed è quindi obbligatorio coinvolgere tutte le anime che compongono la democrazia rappresentativa. Il che significa sostenere le categorie produttive, aiutare i lavoratori che, in 60 giorni di confinamento, non hanno avuto più lo stipendio.

Su otto milioni e mezzo di italiani titolati ad avere la cassa integrazione, soltanto un milione l’ha ricevuta così come non tutti i lavoratori autonomi hanno incassato i famosi 600 euro, mentre le banche rimandano al mittente le richieste di prestito decise dal Governo nazionale garantite interamente, fino a 25mila euro, dallo Stato.

Uno Stato che costringe alla chiusura le attività produttive, non blocca contestualmente le spese vive, le bollette, gli affitti, sospende e non cancella le imposte nel periodo di inattività, non risarcisce ma spinge verso i protesti bancari e poi consegna le aziende a indebitarsi con le stesse banche è senza pietà e agisce con ferocia. Altro che solidarietà.

Il fratello di Montalbano deve rispondere nelle sedi democratiche preposte allo scandalo delle mascherine, pagate e mai arrivate negli ospedali e deve condividere le misure di contrasto al declino economico delle imprese. Altrimenti si compie un’azione autoritaria inaccettabile. La democrazia non è fatta di telecamere, impone anche questi ‘sacrifici’…”.

Ufficio stampa Fabio Rampelli


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4 maggio, 2020

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