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Il giornale di mezzanotte - Fase 3 - L'ultimo stop del governo ha spento le speranze degli appassionati e dei gestori, che da quattro mesi non hanno entrate - Il consigliere delegato allo Sport del comune di Viterbo Matteo Achilli: "La regione riapra i campi con un'ordinanza"

Il calcetto non riparte, nella Tuscia ferme più di 50 strutture

di Samuele Sansonetti
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Bassano in Teverina - Il campo da calcetto

Bassano in Teverina – Il campo da calcetto

Vitorchiano - Il campo da calcetto

Vitorchiano – Il campo da calcetto

Matteo Achilli

Matteo Achilli

Viterbo – I gruppi Whatsapp dedicati al calcetto sono silenziosi da quattro mesi.

L’ultima speranza, per gli appassionati del settore, era di inaugurare la stagione estiva ieri sera ma l’ultima informativa del comitato tecnico scientifico ha rimandato ancora l’inizio delle partite amatoriali che fanno parte delle famose attività di contatto.

Il calcetto è amore per lo sport ma anche “terapia” anti stress, sia per i gruppi di giovani che per gli amici ormai sugli anta. Oltre a questo, è anche e soprattutto fonte di reddito per le strutture presenti in quasi tutti i comuni della Tuscia.

L’ennesimo rinvio ha steso le speranze dei gestori, fermi al palo da troppo tempo e che da aprile hanno iniziato a perdere anche i mesi migliori d’incasso, che vanno dalla primavera inoltrata fino alla metà dell’autunno. Senza contare i tornei estivi, alcuni dei quali sarebbero già iniziati.

Nella Tuscia le strutture che vivono di questo sono più di cinquanta e molte di loro non hanno nemmeno i campi da tennis o le piste da skateboard, che a differenza del calcetto sono operativi.

“Stiamo parlando di strutture private o di oratori – spiega il consigliere comunale delegato allo Sport e ai rapporti con le associazioni e le società sportive Matteo Achilli -. Nel primo caso i titolari vivono solo con gli incassi e non hanno associati. Pagano inoltre affitti e bollette, che a differenza delle partite non sono stati bloccati“.

La data giusta per la Fase 2 del calcio a cinque amatoriale, come detto, sembrava quella di ieri ma il parere negativo del Cts ha prevalso, nonostante il ministro per le Politiche giovanili e lo Sport Vincenzo Spadafora si sia dichiarato contrario alla decisione del comitato.

“Il ministro si doveva prendere maggiori responsabilità senza scaricare le colpe sul Cts – conclude Achilli -. Io sono anche un fruitore del calcetto e speravo di poter tornare sui campi per incontrare gli amici e far girare l’economia dei gestori. Appoggio appieno queste strutture che fungono anche attività sociale. Penso ad Meschini, Damiani o don Pino: figure storiche e punti di riferimento per Viterbo. Mi appello alla regione Lazio che potrebbe utilizzare un’ordinanza come Puglia, Sicilia e altre regioni per riaprire le strutture”.

Samuele Sansonetti


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26 giugno, 2020

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