Viterbo – Tutti al mare, tempo libero, cure estetiche e palestre. Così martellano i tg come non ci fossero saracinesche abbassate, start up prematuramente strozzate dal virus, imprese solide e ora con l’utile da fare chiudendo, altre con la novità di incassare davvero quanto l’hanno scorso scrissero in dichiarazione dei redditi.
Per non dire della scuola, dei bambini già in realtà virtuale da play station e dopo tre mesi fuori delle aule confermati a confondere Fortnite con le persone reali, i compagni e la maestra con le icone del computer.
Ci vorranno anni per risarcirli, riconducendone la sensibilità e soprattutto la socialità a livelli umani. Sì, l’aggettivo è forte ma purtroppo le famiglie, chi ce l’ha, dovranno fare i conti con tendenze all’isolamento, abulia, ribellione. Malattie condivise con i genitori in smartworking e aggravate in quelli che il lavoro lo perdono.
Nella nazione flagellata da questo virus ancora indefinito ma responsabile, non si sa in quanta parte, degli innumerevoli decessi, i tg rassicurano soprattutto sul via libera a cerette, lampade solari, piercing, tatuaggi, tapis roulant, scalda muscoli e corse nei parchi.
Ottimo supporto all’acquisto di monopattini governativi ed altre amenità ministeriali tipo le ore di lezioni abbreviate o dagli schermi come al tempo della tv del maestro Manzi, Non è mai troppo tardi, insomma dell’analfabetismo di massa. Come se altro non preoccupasse la gente, gli italiani a migliaia in cassa integrazione tardivamente pagata e comunque a termine, le imprese che non possono licenziare ed il futuro senza soldi di quando ad agosto potranno farlo.
Fossimo in Austria, Francia o Germania, i bambini sarebbero da tempo a giocare e studiare insieme sui banchi e ci domanderemmo se in Italia, “basta che ‘cce sta ‘o sole, basta che cce sta ‘o mare…” e perché dirottare soldi sul governo di Roma che malato di infinito futuro s’indebita e indebita senza prospettive certe, nonostante l’assembramento di centinaia di esperti, quelli da ricordare per ordini e contrordini, mascherine sì e no, tamponi necessari oppure inutili, distanziamenti di quattro metri, no due, e vabbè pure uno basta e andate al mare, ma con l’amuchina.
Poi verrà settembre e, Dio non voglia, “tempo di migrare”. Dicono infatti che ci aspetta un’economia da dopoguerra, quando partivano i bastimenti per l’America e i treni verso nord. Popolo di santi, navigatori, eroi e migranti. Ancora?
Intanto una ragazza di nome Lucia Azzolina fa il ministro dell’Istruzione (aridatece Fioroni!); un altro s’inventa i navigator che non trovano lavoro agli altri, sospendono il proprio e per questo ottengono il bonus; quello delle regioni, Boccia, dopo aver bocciato il presidente della Lombardia per mascherina messa male arruolerebbe sessantamila assistenti alla bisogna; il ministro delle finanze fa i conti ma con i soldi degli altri; la signora dell’agricoltura da permessi di lavoro agli africani mentre gli agricoltori organizzano charters per la solita manodopera romena; la signora Dadone vuol mettere gli impiegati pubblici a lavorare da casa per combattere l’assenteismo.
Eppoi, Bonafede e anche Conte, l’uomo dell’ora dei tg col prometto e giuro, ma per il futuro.
Renzo Trappolini
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