Corchiano – Un antico acquedotto lungo due chilometri che dalle campagne arriva alle porte di Corchiano.
La scoperta è stata effettuata dal gruppo Speleo della fondazione Corchiano guidata dal presidente Giancarlo Forti, in collaborazione con la cooperativa ArcheoArte ed Esplora Tuscia.
Si tratterebbe di un’opera preromana risalente al VI secolo avanti Cristo, riportata alla luce durante lo scorso weekend a seguito della rimozione di una serie di sbarramenti che ne ostacolavano il passaggio.
A pochi passi dal sito di Falerii novi, che nei giorni scorsi è stato il protagonista della scoperta di un’intera città romana sepolta, l’acquedotto è formato da una serie di cunicoli laterali, diramazioni e sifoni inesplorati. Un recupero importante a cui hanno fatto seguito altri lavori: la misurazione della lunghezza complessiva, la distanza e il calcolo delle caditoie e lo studio degli strati geologici.
Il ritrovamento è partito dalla curiosità di Vincenzo Ridolfi Valentini e Stefano Ortenzi, che fanno parte della fondazione Corchiano. Durante un giro esplorativo nel 2019, i due esploratori hanno deciso di entrare da una porticina del vecchio acquedotto accorgendosi che da lì partivano degli strani cunicoli. Allertata la fondazione e alcuni esperti come il geologo Emanuele Palazzini di Esplora Tuscia, la geologa e speleologa Marianna Iannone e l’archeologa Gaia Isoldi della cooperativa ArcheoArte, è iniziata l’esplorazione dell’antico acquedotto.
La Fondazione Corchiano onlus è impegnata da anni nel recupero dei tesori nascosti dell’Agro Falisco. E’ composta da esperti e appassionati del posto che effettuano ricerche ed esplorazioni a titolo gratuito.
Samuele Sansonetti
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