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Operazione Aquarius - Per i carabinieri il traffico di droga sarebbe stato gestito da persone legate alla 'Ndrangheta - Maxisequestro di 200mila dosi purissime

Fiumi di coca dal Sud America, ai domiciliari l’uomo di Tuscania

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L'operazione Aquarius dei carabinieri

L’operazione Aquarius dei carabinieri

L'operazione Aquarius dei carabinieri

L’operazione Aquarius dei carabinieri

L'operazione Aquarius dei carabinieri

L’operazione Aquarius dei carabinieri

Tuscania – Fiumi di cocaina dal Sud America, è ai domiciliari il 35enne arrestato ieri a Tuscania. Nei confronti dell’uomo, un autotrasportatore, i carabinieri della compagnia del comune viterbese hanno eseguito un’ordinanza del gip di Bologna su richiesta della direzione distrettuale antimafia. In totale sono state arrestate nove persone (sei sono finite in carcere e tre ai domiciliari) che, secondo l’accusa, sono “responsabili a vario di titolo di associazione a delinquere finalizzata al traffico, alla detenzione e allo spaccio di stupefacenti”. Per gli inquirenti il tutto sarebbe stato gestito da soggetti legati in qualche modo alla ‘ndrangheta.

Tre anni d’indagine
L’operazione Aquarius trae origine da un maxisequestro di 505 chili di cocaina che il 6 marzo del 2016 la polizia spagnola ha trovato su una barca a vela partita dal Brasile. L’imbarcazione, dopo uno scalo all’isola di Capo Verde, sarebbe poi giunta a Barcellona. Per i carabinieri “quel carico di stupefacenti era destinato alle piazze di spaccio di Bologna e per questa operazione furono arrestate sei persone”. Quasi tre anni fa, a novembre 2017, il nucleo investiGativo di Bologna, coordinato dalla Dda, ha dato inizio all’operazione Aquarius. Era “finalizzata – spiega l’Arma – a ricostruire la rete di persone che evidentemente erano coinvolte in traffici di altissimo livello, in particolare di cocaina”.

Il gruppo usava i cryptophone: cellulari criptati
“Nel corso dei mesi – ricostruiscono i carabinieri – è emersa la presenza a Bologna di alcuni calabresi, legati in vario modo a consorterie di tipo ‘ndranghetistico, che comunicavano tra loro attraverso l’utilizzo di cellulari criptati acquistati all’estero”. I cosiddetti cryptophone. “Solo l’utilizzo massiccio di intercettazioni ambientali e di software Trojan – continuano i militari – ha permesso di ricostruire un’organizzazione di soggetti, in gran parte ‘qualificati’ da precedenti condanne per traffico anche internazionale di stupefacenti, tuttora dediti all’approvvigionamento di grandi quantitativi di cocaina da spacciare nelle piazze di Bologna e dell’Appennino toscano”.

Sequestrati tre chili di coca purissima: potenzialmente ne sarebbero uscite 200mila dosi
Non solo indagini tecniche, ma anche pedinamenti. Spesso i carabinieri sono dovuti salire persino sui treni che gli indagati usavano per spostarsi tra Emilia Romagna, Toscana e Lazio. Questa attività ha però permesso ai militari di sequestrare tre chili di cocaina purissima, da cui potenzialmente ne sarebbero uscite 200mila dosi. “La sostanza una volta analizzata – afferma l’Arma – è risultata con un grado di purezza del 95% e, una volta tagliata, avrebbe potuto trasformarsi in 65mila dosi per ogni chilo sequestrato”.

“Il cognato del boss della ‘ndrina di Morabito al vertice dell’organizzazione”
Per i carabinieri “tutti gli arrestati ‘vantano’ una vicinanza alla ‘ndrangheta, in particolare al clan Morabito – Bruzzaniti – Palamara e alla ‘ndrina cosentina di San Giovanni in Fiore. Al vertice dell’organizzazione c’era Nunzio Pangallo, cognato di Rocco ‘Tamunga’ Morabito, primula rossa del clan Morabito. Pangallo ha scontato una condanna di 15 anni per traffico di stupefacenti, durante la quale è stato ulteriormente indagato perché continuava a dare ordini alla sua organizzazione dal carcere attraverso cellulari introdotti clandestinamente. Anche per gli altri arrestati sono acclarate relazioni con famiglie ‘ndranghetiste, pur non essendo emersi nel corso delle indagini elementi certi che possano far ritenere che le attività criminali messe in atto fossero finalizzate a favorire l’organizzazione mafiosa”.


Articoli: ‘Ndrangheta e cocaina dal Sudamerica, un arresto a Tuscania – Cocaina e ‘ndrangheta, blitz contro maxitraffico dal Sudamerica


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17 giugno, 2020

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