Orte – (sil.co.) – “Non lo volevo uccidere, mi sono difeso”, ha detto il 21enne Imade Robinson al gip Rita Cialoni.
Ciononostante ieri il giudice, 24 ore dopo l’interrogatorio del giovane che domenica sera ha ucciso il connazionale 37enne Eugene Moses nel centro d’accoglienza Carpe Diem di Orte, ha convalidato l’arresto confermando la contestazione di omicidio volontario aggravato dai futili motivi e disposto la misura di custodia cautelare in carcere, dove il giovane è detenuto dall’alba del 15 giugno dopo l’interrogatorio del pm Franco Pacifici.
Ina sedia prestata dall’omicida alla vittima che gliela avrebbe restituita rotta sarebbe il movente, secondo l’accusa, della tragedia, avvenuta verso le 21 di domenica 14 giugno.
“Faremo delle indagini difensive, raccoglieremo le testimonianze di chi era presente quella sera, di chi conosceva entrambi, approfondiremo ogni aspetto, ogni dettaglio che possa chiarire come si sia arrivati a quella che è indiscutibilmente una tragedia. Quello che sappiamo con assoluta certezza è che Robinson non voleva uccidere Moses”, spiega l’avvocato giuliano Migliorati, che assiste Robinson.
“Ricordo ancora che a riprova di quanto dice il mio assistito ci sono le ferite da difesa che ha riportato alle braccia quando Moses lo ha aggredito per primo. Lui si è difeso ed è successa una disgrazia”, ribadisce il legale, soffermandosi su un aspetto squisitamente tecnico, ma sicuramente significativo.
Per il 21enne si profila una richiesta di giudizio immediato, non appena il pubblico ministero Franco Pacifici, una volta depositati l’esito dell’autopsia e degli altri accertamenti tecnici disposti dalla procura, chiuderà il fascicolo delle indagini. Dopo di che, se la richiesta sarà accolta dal gip e l’imputazione resterà quella di omicidio volontario aggravato dai motivi, per Robinson – che rischia una condanna all’ergastolo – si aprirà il processo davanti alla corte d’assise del tribunale di Viterbo, composta da due giudici togati e sei giudici popolari.
A causa delle aggravanti, infatti, in base al recente inasprimento della normativa, Robinson, se confermate, non potrà accedere a riti alternativi. L’avvocato Migliorati, però sarebbe comunque intenzionato, nel caso, a chiedere il ricorso all’abbreviato, che in caso di condanna prevede lo sconto di un terzo della pena, sia al gip che al tribunale.
“Nell’arco di un anno dalla nuova normativa, ci sono stati casi in cui l’abbreviato è stato concesso, per cui vedremo”, spiega. Ci hanno giù provato, lo scorso dicembre, i difensori di Michael Aaron Pang, il 23enne americano che ha ucciso nel suo negozio il commerciante Norveo Fedeli, ma sia il giudice per le indagini preliminari che la corte d’assise hanno rigettato la richiesta.
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