Viterbo – Passo carrabile. Il confine estremo della proprietà. E molto probabilmente il concetto più cacofonico di sempre. L’elemento immutabile dei ricordi di ognuno. Cambiano i linguaggi, ma l’espressione passo carrabile resta immutata. Forse, il graffito di sempre sui muri di una città.
Passo carrabile. Significa, in breve, che la macchina e qualsiasi altro mezzo, persino la persona, là davanti non ci possono stare. Divieto di sosta. Perché si suppone ci sia il passaggio di qualcuno o cose.
Viterbo – Un passo carrabile
Concetto ed espressione sempre su porte e muri. Esemplificando, anch’esso, le trasformazioni urbane in corso e l’emergere di nuovi tessuti e nuovi bisogni.
Ad esempio quello del decoro urbano che fa sì che la scritta passo carrabile si sposti col tempo dai muri definitivamente alle porte e da quest’ultime alla plastica col divietino impresso. Appiccicata sulle porte.
Viterbo – Un passo carrabile
Il passo va autorizzato e di solito il numero dell’autorizzazione sta scritto sotto. Ma è peggio quando non lo è, e sta lì soltanto come dissuasore. Perché poi, anziché il vigile, quando si parcheggia la macchina davanti, è il proprietario ad arrivare.
Viterbo – Un passo carrabile
A Viterbo, dalle parti di Via Mazzini, se ne trova, invece, ancora uno calcato sul muro di una casa. “Lasciare libero”, sicuramente seguiva “il passaggio”. Risale probabilmente agli anni ’70. Poco sotto una dichiarazione d’amore datata 1976. Vergata agli stessi modo, stile e profondità.
Viterbo – Un passo carrabile
La bomboletta, fuori dalle vie principali, va ancora per la maggiore. Soprattutto lungo le stradi laterali del centro storico. Sulle saracinesche dei garage.
Viterbo – Un passo carrabile
Sui muri, invece, le tracce del passato. Un cartello e la scritta a vernice non sostare. Quest’ultima all’imbocco di una via che, se qualcuno ci parcheggia davanti, blocca il passaggio, anche a piedi, di tutti. Vernice bianca dettata, sembra quasi, dalla disperazione. “Non ostacolare uscita auto h24”.
Il primo è al contrario un cartello con su scritto divieto di sosta e un colore rosse marcato come quello della segnaletica stradale verticale che tanti hanno visto in giro fino all’inizio degli anni ’90.
Viterbo – Un passo carrabile
I muri della città. Limite e confine. Al tempo stesso manifestazione di insoddisfazione. Ancora, in parte, resistono. Come punto di riferimento espressivo. Nonostante, negli ultimi vent’anni, il grosso dell’emotività sociale sia stato traslocato su internet prima e i social che l’hanno colonizzato, poi. Tuttavia qualcosa ancora resta. Visto con la coda dell’occhio.
Daniele Camilli
Fotogallery: Passo carrabile
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