Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Direttore,
le scrivo per chiedere l’intervento per cercare di far risolvere un annoso problema che si trascina da anni.
Svariati anni fa, circa 20, il comune di Viterbo ebbe la disgraziata idea di piantare una pianta vicino alla casa dei miei genitori a Bagnaia in viale Fiume. A nulla sono valse le proteste degli abitanti del condomio, tra cui mio padre stesso.
Col tempo la pianta è cresciuta tanto per cui le radici hanno cominciare a creare danni. Fu segnalata la cosa alla circoscrizione, all’allora comando della forestale il quale diede parere favorevole all’abbattimento, ai carabinieri. Nulla di nulla, nel mese di agosto del 2018 le radici ruppero il tubo dell’acqua lasciando l’intero condominio composto da anziani e disabile senz’acqua. Non solo il comune fece orecchie da mercante, ma i vigili urbani minacciarono anche sanzioni per avere eseguito i lavori in proprio.
Nel febbraio del 2019 feci una raccomandata al comune, verde pubblico, la pericolosità raggiunta. Puntualmente nulla si è fatto, tranne che parlare.
Faccio notare che le radici potrebbero lesionare cavi elettrici, fogne, e tubature del gas col rischio di provocare esplosioni.
Nel frattempo sempre a causa delle radici, il manto stradale, per lo più privato è fortemente disconnesso e le persone spesso cadono.
Il comune a seguito di segnalazioni dei cittadini provvede a rattoppare con il catrame gli avvallamenti createsi.
Sono sempre più convinto che sia la situazione delle strade, che il verde pubblico rispecchia l’amministrazione comunale in carica, fa pena.
Aggiungo anche che ora le foglie stanno entrando in cucina, tanto da veicolare le formiche. Per cui necessariamente siamo costretti a tenere la finestra chiusa.
Massimo Proietti Ragonesi
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