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Cronaca - Il penalista si è spento all'età di 93 anni dopo una lunga attività al tribunale

È morto Tommaso Moncada, decano degli avvocati viterbesi

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Viterbo - Tribunale

Viterbo – Tribunale

Viterbo –  (sil.co.) – Se ne è andato in punta di piedi all’età di 93 anni e mezzo l’avvocato Tommaso Moncada, decano dei legali iscritti all’ordine di Viterbo e principe del foro non solo sotto il profilo professionale ma anche sotto il profilo umano. Un galantuomo e un uomo dal cuore grande che fino al lockdown dovuto all’emergenza Coronavirus ha continuato a frequentare assiduamente il palazzo di giustizia di via Falcone e Borsellino dove era apprezzato per la signorilità, l’eleganza, i modi garbati e il grande senso etico che lo hanno sempre contraddistinto.

Si è spento di notte, con grande discrezione, tra le braccia degli amatissimi figli Raffaele e Nicola, notte tra il 9 e il 10 giugno, e i funerali sono stati celebrati in forma strettamente privata presso la chiesa dei Cappuccini. Oltre ai familiari, da Roma sono intervenuti i figli del presidente del tribunale dei ministri Speranza cui lui era legatissimo.

È sepolto a Bagnoregio, dove è nato nella frazione della Capraccia. Il padre grande appassionato di caccia era siciliano, mentre la madre, persa quando aveva soltanto 8 anni e mai dimenticata, era veneta. Con la moglie si sono conosciuti in provincia di Belluno, dove si sono sposati ed è nato il primogenito Nicola. Un grande amore funestato dalla prematura scomparsa, nel 1987, della consorte.

Nel corso della sua lunghissima carriera di stimato penalista, sia a Viterbo che a Roma, ha fatto grandi processi, come quelli per gli omicidi Zaccardini e Balletti, seguendo ben dodici corti d’assise, senza che un suo assistito prendesse mai un ergastolo. Alcune delle sue difese sono state oggetto di studio nelle università. Da civilista, nelle separazioni, il suo primo pensiero, fino allo stremo delle forze, era far riappacificare le coppie in crisi e salvare il più matrimoni possibile.

Prima di fare l’avvocato è entrato nell’amministrazione della giustizia vincendo il concorso come cancelliere capo. Prima ancora è stato ufficiale della Folgore, tra i protagonisti dell’emergenza di Trieste, quando per la zona di Monfalcone c’era una situazione tesissima con gli slavi, dando il suo contributo a scrivere una pagina storica per l’Italia. Sempre per la Folgore, è stato campione di tiro con tutte le armi.

Ha lavorato nel cinema, per la società che faceva tutti i cinegiornali, avendo tra i suoi migliori amici il regista Pietro Germi, del quale ricordava l’umiltà, conoscendo attori del calibro di Totò, Gina Lollobrigida, Alberto Sordi e Anna Magnani. Tutti dovevano passare dal suo ufficio. Raccontava spesso di quando la Magnani fu insultata da un tecnico, licenziato e poi fatto riassumere.


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13 giugno, 2020

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