Viterbo – (g.f.) – “Se l’infomobilità non la usiamo l’Europa può richiederci indietro i soldi”. Alvaro Ricci (Pd) mette in guardia l’amministrazione comunale.
Durante l’ultima seduta di consiglio, mentre si discuteva di Francigena, la partecipata comunale che si occupa anche dei parcheggi a pagamento, è emersa la volontà di andare verso un nuovo sistema, rispetto a quello predisposto dall’amministrazione Michelini.
L’infomobilità comprende i sensori per i parcheggi nel centro storico, cartelloni turistici, cartelli a messaggio variabile agli ingressi, per segnalare i posti disponibili. Progetto ultimato tra il 2015 e il 2016.
“Adesso si parla di cambiare – spiega Ricci – ma quell’intervento è stato finanziato con fondi europei e se non è utilizzato, l’Europa può chiederci indietro i soldi, perché sono pubblici”.
Qualcosa come 300mila euro. “Quando ce ne siamo andati come amministrazione – ricorda Ricci – era tutto funzionante. A via Cairoli i sensori andavano posizionati, non ci sono più”.
Ma sui parcheggi in generale che il consigliere del Partito democratico ha più di un dubbio.
“Contano di incassare 277mila euro in più dalla sosta a pagamento – osserva Ricci – una follia.
Mettere un biglietto in determinate zone io non penso che produrrà reddito. Al contrario, si disincentiva la sosta.
Come la nuova area fuori porta Faul. Ci sostavano una trentina di macchine, dovendo pagare, quanti lasceranno lì l’auto?”.
Dalle vetture ai bus. “L’assessore Contardo – prosegue Ricci – ha spiegato che il grafo di rete per il trasporto pubblico locale non lo applicherà. Ma è stato deliberato dal consiglio comunale. Francigena è obbligata ad attuarlo, a meno che non lo cambino”.
La sostanza è: “Non si ricomincia daccapo ogni volta che cambia un’amministrazione”.
A forza di ripartire, si rischia di restare al punto di partenza. Fermi.
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