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Sutri - Il sindaco Vittorio Sgarbi propone di ospitare il priore della comunità di Bose dopo essere stato allontanato dal Vaticano

“Ospitiamo padre Enzo Bianchi a Villa Savorelli”

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Vittorio Sgarbi

Vittorio Sgarbi

Sutri – “Ospitiamo padre Enzo Bianchi a Sutri”.

Il sindaco di Sutri Vittorio Sgarbi, in un articolo a sua firma apparso sulle pagine del Tempo, scrive di volere accogliere Enzo Bianchi, priore della comunità di Bose allontanato dal Vaticano dalla comunità.

Se ne parlò per Morgan – scrive Sgarbi -. E ad alcuni sembrò un capriccio. Non so se più suo o più mio. Ma era un segnale di attenzione per l’arte e per la creatività con effetti benefici su una piccola comunità al centro della Tuscia, dove un grande musicista e un uomo intelligente poteva essere un riferimento per molti giovani. Per me, sindaco di Sutri, era la testimonianza di una attenzione per l’arte viva, nella sua fase germinale in un luogo dove una persona geniale potesse creare e stimolare .

Ci furono molte reazioni positive e alcune, soprattutto locali, oscurantiste. Mosse da egoismo, in difesa di uno spazio che è rimasto inutilizzato, abbandonato”. 

Lo spazio è quello di Villa Savorelli che per il sindaco di Sutri potrebbe essere un posto perfetto per padre Bianchi e per la sua opera di evangelizzazione.

“Ho ragione di credere  – spiega Sgarbi – che tutta la città di Sutri, ora, anche per la levatura morale dell’uomo, si vorrà stringere intorno a padre Enzo Bianchi, storico priore della comunità di Bose, centro di spiritualità tra i più alti del nostro tempo. Arrivando a Sutri, padre Enzo sarebbe nel percorso sacro della via Francigena. E potrebbe continuare la sua opera di umanistica evangelizzazione.

Qualche giorno fa  – continua il sindaco di Sutri – è stata scritta una delle pagine più oscure della Chiesa cattolica contemporanea. Inviate da Roma, tre persone, che probabilmente non hanno mai fatto un giorno di Comunità, hanno decretato, senza fornire alcuna ragionevole motivazione, l’allontanamento dalla Comunità monastica di Bose del fondatore, di chi ne ha scritto la regola, di colui grazie al quale per la prima volta, dopo Paolo VI nel Concilio Vaticano secondo, ha parlato di ecumenismo, di rispetto e dialogo delle fedi, di amore per l’uomo prima ancora che per Dio, di coscienza prima ancora che di legge e di morale dogmatica.

Che tutti sappiano la verità: che Enzo, alcuni anni fa, lasció volontariamente il suo ruolo di Priore con grande umiltà a favore dell’allora suo vice, per poterlo aiutare a crescere nel ruolo quando ancora Enzo fosse nelle forze dell’età per farlo. Un progetto di grande fratellanza e umiltà.

Poco dopo Bose ha intrapreso una percorso molto distante dal progressismo di Enzo, autoreferenziale, conservativo; ed Enzo è diventato scomodo, pericoloso per questo disegno di comodo immobilismo.

Per questo ho pensato che la comunità di Sutri sarà onorata, davanti agli uomini e davanti alla storia della vera Chiesa, di dare asilo a Enzo e ai suoi fratelli, uomini veramente e pienamente umani. Voglio tenere accesa la speranza che Francesco esamini di persona il caso, risarcisca padre Enzo da questa violenza, scongiuri le oscure logiche di potere, in nome della verità”.


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6 giugno, 2020

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