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Il giornale di mezzanotte - Cronaca - Guiderà da primo dirigente quello di Carrara - Il capo della polizia Franco Gabrielli: "Ha dimostrato coraggio e abnegazione, eccezionali capacità professionali e straordinario senso del dovere"

Promosso per aver sventato un agguato mafioso, Manganaro lascia il commissariato di Tarquinia

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Daniele Manganaro

Daniele Manganaro

Tarquinia – (raff.stro.) – Da vicequestore aggiunto a primo dirigente. Daniele Manganaro, da quasi due anni al vertice del commissariato di Tarquinia, è stato promosso per meriti straordinari dal capo della polizia Franco Gabrielli. La notte fra il 17 e il 18 maggio del 2016, quando era a capo del commissariato messinese di Sant’Agata di Militello, sventò un agguato mafioso nei confronti di Giuseppe Antoci, allora presidente del parco dei Nebrodi.

Un “chiaro esempio di coraggio e abnegazione”, scrive Gabrielli nelle motivazioni, oltre a “eccezionali capacità professionali e straordinario senso del dovere, ingaggiando incuranti del pericolo un conflitto a fuoco con alcuni malviventi, salvando la vita al presidente dell’ente parco dei Nebrodi fatto oggetto di un attentato di stampo mafioso”.

Promossi, al grado di vicesovrintendente, anche i due agenti della scorta di Antoci, Sebastiano Proto e Giuseppe Santostefano, e il poliziotto Tiziano Granata. Quest’ultimo, insieme a Manganaro, arrivò mentre gli attentatori stavano sparando con fucili e molotov verso l’auto blindata e, senza pensarci due volte, iniziò un conflitto a fuoco che finì con la fuga del commando mafioso. Per Granata, improvvisamente morto nel 2018, è un avanzamento alla memoria.

Oltre alla promozione, per Manganaro ci sarà anche il trasferimento dal commissariato di Tarquinia a quello di Carrara. Lo saluta, tra gli altri, il comune di Montalto di Castro. “Un sincero augurio – si legge nel messaggio a firma del vicesindaco Luca Benni – per la nuova carica e un ringraziamento per la professionalità dimostrata nel nostro territorio”.


Daniele Manganaro, nato a Messina 46 anni, ha due lauree e un master universitario di secondo livello. È stato a capo della squadra dei vegetariani, che batte palmo a palmo pascoli e boschi alla ricerca di animali rubati o casolari trasformati in macelli clandestini dove si sezionano pure carni adulterate e potenzialmente rischiose per la salute. Dal 2014 ha diretto il commissariato di Sant’Agata di Militello, nel Messinese. Una strenua lotta alle agromafie, e nel 2016 salva la vita a Giuseppe Antoci. Per l’ex presidente del parco dei Nebrodi, Manganaro ha dato spunti per cambiare la legislazione italiana: il protocollo Antoci per appalti puliti, che ha posto le basi per il nuovo codice antimafia. Dal 2018 è al vertice del commissariato di Tarquinia e ora, dopo essere diventato primo dirigente, la promozione a quello di Carrara.


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21 giugno, 2020

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