Viterbo – Il sipario è calato, il palco è vuoto e la platea è deserta.
Anche nei teatri della Tuscia la “scena” è la stessa da più di tre mesi e l’immagine dei seggiolini vuoti è la triste istantanea di un movimento tra i più colpiti dall’emergenza Coronavirus.
Attori, registi, direttori artistici, tecnici, addetti al botteghino e alla promozione sono fermi da più di tre mesi e la ripresa che li attende, fissata per domani, non riesce a sovvertire il bilancio del settore messo a durissima prova.
Il dpcm firmato l’11 giugno dal premier Giuseppe Conte, infatti, disciplina la riapertura degli spettacoli ma con una serie di restrizioni importanti. Una su tutte quella relativa al pubblico: distanziamento di un metro tra le singole sedute e un massimo di 1000 spettatori per gli spettacoli all’aperto e 200 in ogni singola sala per quelli in luoghi chiusi.
Va da sé che anche nella provincia di Viterbo, come in molte parti d’Italia, la stagione è totalmente compromessa e non ripartirà prima di ottobre. A fine maggio anche l’associazione teatrale fra i comuni del Lazio, che collabora con i teatri di Caprarola, Montalto di Castro, Tarquinia, Tuscania e Viterbo, ha comunicato che “la ripresa dell’attività di Atcl nei teatri non avverrà prima dell’autunno 2020, augurandoci che la situazione sanitaria sia nel frattempo ulteriormente migliorata”.
Quasi zero, al momento, gli spettacoli in programma nelle strutture viterbesi che sperano nella prossima stagione per poter provare a rialzare la testa. Tra loro il teatro Unione e il teatro Caffeina di Viterbo che tra prosa, lirica, musica, danza e teatro per ragazzi hanno perso almeno 20 spettacoli.
“Dal 15 giugno i teatri possono riaprire e quello che arriverà per l’Unione lo valuteremo singolarmente – spiega l’assessore alla Cultura del comune di Viterbo Marco De Carolis –. Atcl sta già lavorando sulla prossima stagione e mi auguro che tra settembre e ottobre la situazione legata al Coronavirus migliori in positivo anche per permettere ai teatri al chiuso di contenere più di 200 persone, numero molto limitativo per chi va a fare gli spettacoli. Come comune e Atcl proporremo qualcosa in estate sulle piazze di Viterbo, magarti qualche appuntamento saltato ma sempre nel rispetto delle normative. Siamo fiduciosi che la prossima sarà un’ottima stagione teatrale. Vogliamo dare possibilità alla gente di tornare a vivere la cultura”.
Situazione molto simile anche per i teatri della provincia, dal Boni di Acquapendente al Rivellino di Tuscania passando per il Bianconi di Carbognano e quasi tutte le altre strutture della Tuscia. Il periodo estivo, unito ai pochi posti che a seguito delle normative diventerebbero esigui, ha convinto la maggior parte delle direzioni ad attendere. L’unica luce è rappresentata dagli spettacoli all’aperto.
“Lavorare al chiuso per i teatri più piccoli diventa difficoltoso – racconta il direttore artistico dell’associazione culturale teatro Null Gianni Abbate –. Proprio per questo abbiamo presentato alla Fondazione Carivit il progetto ‘Teatri insieme’ che coinvolge otto comuni della Teverina con una serie di spettacoli estivi all’aperto. La Fondazione l’ha approvato e ci stiamo muovendo per creare un calendario di appuntamenti tra fine luglio e il mese di agosto. I comuni sono lieti dell’iniziativa e penso anche pubblico: dopo tanto tempo in cui siamo stati lontani ci ritroveremo e potremo guardarci almeno negli occhi, anche se il sorriso sarà coperto dalla mascherina”.
Stagione estiva work in progress anche per il teatro romano di Ferento che si trova alle porte di Viterbo. “Voglia di pomeriggi al tramonto e serate di teatro all’aperto? Stiamo lavorando per poterlo fare” si legge sui canali social della struttura.
Samuele Sansonetti
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