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Sutri - Duro attacco di Felice Casini: "La nostra città merita un'amministrazione vicina alle persone che si assuma le responsabilità"

“Sindaco e vicesindaco del tutto assenti per le persone bisognose…”

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Felice Casini

Felice Casini

Sutri – Riceviamo e pubblichiamo – A Sutri esistono persone in difficoltà, bisognose, fragili che per legge hanno la necessità di un tutore.

Qualche settimana fa ero a cena con la mia famiglia e intorno alle 21,30 ho ricevuto una chiamata. Una di queste persone “tutelate” stava molto male.

Nonostante io non ricopra più il ruolo di vicesindaco, sono stato chiamato da un suo parente che mi ha chiesto di intervenire perché il sindaco era irraggiungibile e chi ne fa (o dovrebbe) fare le sue veci – il novello Pilato – se ne è lavato le mani scaricando di fatto su di me ogni responsabilità.

L’assenza del sindaco e il lavarsene le mani del vicario ha creato un grave ritardo nell’intervento del 118. Assurdo.

In questi giorni mi è giunta notizia che il comune di Sutri abbia deciso di delegare la tutela di alcuni nostri concittadini a un avvocato. Sono qui a contestare e informare questa scelta.

Una scelta assolutamente sbagliata e che denota – ancora una volta – l’approccio di questa amministrazione “ribaltona” anche sulla gestione dei servizi sociali.

Perchè, oltre che ai “salti mortali” da circo equestre eseguiti da sindaco, assessori e capo della minoranza per ribaltare il risultato elettorale, hanno deciso di ribaltare – appunto – una consuetudine del nostro comune e di tutti gli altri della zona: occuparsi in prima persona, come previsto dalla legge, delle persone in difficoltà, persone bisognose di particolari attenzioni, perché fragili,che spesso hanno bisogno di un tutore che se ne occupi come ho fatto io durante il mio mandato e come l’altra sera, anche oltre.

Per queste persone un aiuto condiviso, mirato e sentito può essere la discriminante tra esistere ed essere cancellato dalla vita della nostra comunità.

Lo ribadisco, verso queste realtà serve un’attenzione e una sensibilità particolare, che solo la conoscenza diretta, il rapporto umano e di amicizia possono garantire.

Un’attenzione vera, empatica e non un semplice rapporto burocratico, una delega, una pratica da smistare. Attenzione e conoscenza che, per una persona che viene da fuori, “esterna”, al di là della sua competenza, non è in grado di dare.

Le politiche sociali ed in particolar modo le tutele di queste persone a mio avviso devono essere gestite dal sindaco, dal suo vice o dal competente assessore.

Allora sono qui a chiedere all’assessore Proietti, al “poetico” ex “difensore” dei diritti degli ultimi Lillo Di Mauro e al sindaco Sgarbi con quale spirito di servizio, con quale senso civico e umano abbiano affrontato una questione così importante.

A giudicare dal risultato, nessuno. Perché nessuno, in certi casi, fa comodo a tutti. E gli ultimi, in questo caso, si chiamano nessuno.

Senza contare che, oltre alla questione morale e sociale, sono in gioco anche le spese che deriveranno da questa scelta scellerata. Che andranno per la prima volta a ricadere proprio su quei cittadini.

Amministrare una comunità significa, prima di ogni altra cosa, mettersi a disposizione degli altri. In particolare dei più deboli, dei meno fortunati.

Sutri merita un’amministrazione vicina ai cittadini, che non deleghi al professionista di turno. Un’amministazione che si assuma le proprie responsabilità.

Oltre la fascia c’è di più. Il cuore. L’intelligenza politica. La nostra comunità.

Felice Casini


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24 giugno, 2020

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