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Il giornale di mezzanotte - Viterbo - E' la proposta avanzata dalla segretaria della Cna Luigia Melaragni durante l'incontro di lunedì al palazzo del governo contro le infiltrazioni mafiose - FOTO

“Utilizziamo i fondi antiusura per aiutare le aziende in difficoltà”

di Daniele Camilli
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Viterbo – Un tavolo con i vertici degli istituti bancari della provincia di Viterbo. Per valutare la possibilità da parte delle aziende di accedere ai fondi antiusura e far fronte ai problemi di liquidità dovuti alla crisi economica scatenata in queste settimane dal Covid. E’ una delle proposte venute fuori dall’incontro dell’altro giorno in prefettura durante la riunione per la costituzione del tavolo tecnico contro l’infiltrazione delle organizzazioni criminali nel tessuto commerciale e aziendale della Tuscia a seguito delle conseguenze dell’emergenza Coronavirus.

Una proposta del prefetto Giovanni Bruno che si potrebbe appunto concretizzare con l’istituzione di un secondo tavolo di confronto, questa volta con le banche viterbesi.


Viterbo - Luigia Melaragni della Cna

Viterbo – Luigia Melaragni della Cna


L’iniziativa nasce su sollecitazione della segretaria territoriale della Cna di Viterbo e Civitavecchia Luigia Melaragni presente anch’essa al vertice in prefettura di lunedì scorso sulle infiltrazioni mafiose tra prefetto, forze dell’ordine, questura e organizzazioni professionali e di categoria. 

“Ho sollevato la possibilità di approfondire il tema dei fondi antiusura – ha detto Melaragni -. Fondi che esistono da sempre ma che per una serie di problemi non riusciamo a utilizzare”.

L’opzione fondi antiusura è è stata messa sul tavolo per le difficoltà incontrate dagli imprenditori nell’accedere ai finanziamenti da 25 mila euro previsti dal decreto liquidità del governo Conte.



“Il decreto liquidità – ha spiegato Melaragni – prevede garanzie al 100% da parte dello stato. Tuttavia non tutte le aziende hanno la certezza di accedervi. Basta infatti che in passato abbiano avuto delle sofferenze e il rischio che le banche non eroghino il finanziamento diventa concreto. Le sofferenze bancarie restano, e restano scritte”. E va detto che negli anni scorsi la situazione per tante aziende non è stata delle migliori. Considerando una crisi economica, che va avanti da almeno 12 anni, divenuta ormai strutturale. Quindi le aziende in sofferenza potrebbero essere molte, e molte potrebbero vedersi negare i finanziamenti previsti dal decreto liquidità.


Viterbo - L'istituzione del tavolo contro le infiltrazioni mafiose

Viterbo – L’istituzione del tavolo contro le infiltrazioni mafiose


Una via d’uscita, secondo Melaragni, potrebbero dunque essere i fondi antiusura depositati sui conti corrente dei Confidi. 

I Confidi nascono come espressione delle associazioni di categoria e riguardano soprattutto i comparti dell’industria, del commercio, dell’artigianato e dell’agricoltura. I principi su cui si basano sono quelli della mutualità e della solidarietà. 

I consorzi di garanzia collettiva dei fidi, Confidi significa questo, svolgono attività di prestazione di garanzie per agevolare le imprese nell’accesso ai finanziamenti, a breve medio e lungo termine, destinati alle attività economiche e produttive. 


Viterbo - L'istituzione del tavolo contro le infiltrazioni mafiose

Viterbo – L’istituzione del tavolo contro le infiltrazioni mafiose


Anche in tal caso, tuttavia, si presenta il problema delle garanzie. “I Confidi – ha commentato la segretaria Melaragni – in questa fase potrebbero ritornare utili alle aziende in difficoltà. Soltanto che possono garantire prestiti fino all’85%. Il resto, il 15%, lo rischiano le banche. E anche in tal caso, una sofferenza pregressa, potrebbe impedire l’accesso ai fondi. Questo è uno dei motivi per cui il fondo è stato poco utilizzato. Dopo aver avanzato il problema, il prefetto stesso ha proposto di convocare un tavolo ad hoc con gli istituti bancari della Tuscia”.


Viterbo - Il prefetto Giovanni Bruno

Viterbo – Il prefetto Giovanni Bruno


Come fare invece a superare il problema delle garanzie all’85% previste dal fondo? “Ho chiesto al prefetto – risponde Luigia Melaragni – di farsi portavoce presso il governo per aumentare le garanzie previste dal fondo fino al 100%, e non solo all’85 come avviene ora”. 


Operai al lavoro

Viterbo – Operai al lavoro


Il fondo per la prevenzione del fenomeno dell’usura, istituito con una legge del 1996 e gestito dal dipartimento del tesoro del ministero dell’economia tramite appunto confidi, fondazioni e associazioni, è uno strumento finalizzato a far accedere più agevolmente al credito imprese e famiglie in difficoltà economica.

Daniele Camilli


Fotogallery: Il tavolo tecnico contro le infiltrazioni mafiose

“Un tavolo tecnico contro le infiltrazioni mafiose sul territorio”


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11 giugno, 2020

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