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Roma - Crolla il 'non alimentare' (-24%) - Codacons: "Una Caporetto per il commercio italiano"

Vendite al dettaglio in calo, -10,5% ad aprile

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Supermercato

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Roma – Vendite al dettaglio in calo, -10,5% ad aprile.

Vendite al dettaglio in forte calo. A lanciare l’allarme è una nota dell’Istat.

“Ad aprile 2020 – si legge nella nota – si stima, per le vendite al dettaglio, una diminuzione rispetto a marzo del 10,5% in valore e dell’11,4% in volume. Come per lo scorso mese, a determinare il forte calo sono le vendite dei beni non alimentari, che diminuiscono del 24,0% in valore e del 24,5% in volume, mentre quelle dei beni alimentari aumentano in valore (+0,6%) e sono in diminuzione in volume (-0,4%)”.

La diminuzione delle vendite di beni non alimentari è “dovuta alla chiusura di molte attività per l’intero mese a causa dell’emergenza sanitaria Covid-19”.

Per il cibo invece si registra un, seppur lieve, “aumento (+0,6%). Tornando al totale, nel confronto annuo, il ribasso è del 26,3%”.

“Il commercio elettronico, unica forma di vendita in crescita, mostra un’accelerazione” ad aprile, mettendo a segno su base annua “un deciso aumento”: +27,1%”.

Infine “rispetto ad aprile 2019, il valore delle vendite al dettaglio diminuisce del 16,4% per la grande distribuzione e del 37,1% per le imprese operanti su piccole superfici”.

A commentare la nota Istat è il Codacons che definisce la situazione una “Caporetto” per il commercio italiano. “Per i beni non alimentari si registra un calo record del -52,2% su base annua, praticamente le vendite risultano più che dimezzate rispetto allo stesso periodo del 2019 – spiega il presidente Carlo Rienzi -. A beneficiare dell’emergenza Covid è il commercio elettronico, unico settore che segna una crescita delle vendite, pari al +27,1%”.

E ancora. “Di fronte a questi dati disastrosi una parte del commercio sta reagendo aumentando prezzi e tariffe per rifarsi delle minori vendite degli ultimi mesi e dei maggiori costi legati al Coronavirus – prosegue Rienzi –. Una scelta scellerata che impedirà di far tornare gli acquisti ai livelli pre-Covid deprimendo i consumi, e che il governo deve stroncare subito con sanzioni verso chi rincara i listini al dettaglio”.


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5 giugno, 2020

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