Oriolo Romano – Riceviamo e pubblichiamo – 13 luglio 1814, nasce il corpo dei Carabinieri reali. Io, Laura Orsini, da “semplice e sempliciotta” cittadina, sono rimasta alquanto stupita che nessun telegiornale ha menzionato questa ricorrenza importante verso una così grande istituzione, orgoglio nazionale e nel mondo e forza armate.
Stupita perché da più di due secoli proteggono l’Italia e tutta la cittadinanza senza distinzione alcuna. Però lo stupore più grande l’ho provato sentendo ai tg che menzionavano il 14 luglio, festa nazionale francese: la presa della Bastiglia.
Ripensandoci, col senno di poi, dobbiamo ringraziarli questi francesi: i carabinieri nascono grazie a loro. La storia è storia, non si cancella nel bene e nel male, e tutto nasce per l’avvento di Napoleone Bonaparte.
Ci fu l’occupazione francese e re Vittorio Emanuele fu relegato in Sardegna, ma la sconfitta e l’abdicazione di Napoleone fece tornare i regnanti al loro posto. Il re sapeva che non aveva truppe per mantenere la sicurezza e, dopo la sollevazione delle masse, diede incarichi di redigere ordinamenti per un nuovo corpo militare. E, da mente arguta, s’ispirò alla Gendarmeria francese.
Voleva un corpo d’elite, partendo con determinati requisiti. Dovevano avere almeno 4 anni di servizio su altri corpi, 1 metro e 75 di altezza e saper leggere e scrivere (requisito selettivo per l’epoca). I candidati dovevano aver dimostrato nei servizi precedenti autodisciplina, rispetto dei valori, responsabilità personale e senso dell’onore.
Il re pretese ai vertici uomini preparati e di provata fedeltà. Non per niente il loro motto è “Nei secoli fedele”. E così è stato.
Divennero i garanti dello Stato a difesa e sostegno dell’ordine. Furono ben presto dislocati in tutto il territorio, anche nelle campagne, attraverso strutture ben organizzate in compagnie, luogotenenze e stazioni. A quanto pare lo schema funzionò, se dopo vari secoli i nostri carabinieri sono ancora su tutto il territorio.
Il re voleva tutto questo a suo simbolo: un soldato da ammirare ma anche da temere. Seguirono gli eventi del Risorgimento, i moti rivoluzionari, le guerre, ma il corpo acquisì sempre maggior stima, non solo tra re e ceti alti, ma soprattutto verso il popolo onesto, che si sentiva tutelato dalla loro presenza, iniziando un rapporto positivo protratto ai nostri giorni.
L’Arma dei carabinieri risulta la più amata dagli italiani. Distintasi nei giorni del Coronavirus come punto di riferimento per tutti. Non sono mancati gesti solidali, offrendo sostegno a persone in difficoltà, soprattutto agli anziani e alle persone sole. L’appello era quello di rivolgersi alle stazioni dei carabinieri segnalando ogni esigenza.
Impegnati in prima linea, svolgendo aiuti concreti ai cittadini in difficoltà e più a rischio, la loro vicinanza rappresentava la salvezza. Lessi un articolo allora, ancora lo ricordo. Il suo titolo era: Coronavirus, carabinieri come angeli custodi. Il volto umano della sicurezza.
Laura Orsini
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